Radici-Roots a Sine Frontera Goldoni e Cristina Moretti

I Sine Frontera con "La piena del '51", Daniele Goldoni con "Il bersagliere ha cento penne" e Cristina Moretti con "Senti le rane che cantano" si sono aggiudicati la prima edizione del concorso "Radici-Roots", promosso dal Consorzio Oltrepò Mantovano, nell'ambito di Sesto Senso, sostenuto dal Consorzio con Provincia e Fondazione Cariplo. A tutti i tre gli artisti è stato consegnato un assegno di 500 euro. Scopo della manifestazione porre l'attenzione sulle musiche della tradizione popolare della pianura mantovana e del repertorio di protesta e delle mondine di Giovanna Daffini, la grande cantautrice che era nata a Villa Saviola di Motteggiana. Menzioni d'onore sono andate agli due artisti in concorso: Aura Nocturna che hanno cantato "Sciur padron dali beli braghi bianchi" e "Sento il fischio del vapore" e ai "Musicanti dla Basa" che hanno suonato con l'ocarina "Mediopadana" per poi dare voce a "Pinota". Un premio speciale è stato assegnato alla scuola media ad indirizzo musicale di Borgovirgilio. L'orchestra, diretta da Antonella Giavazzi, composta da una cinquantina di ragazzi, ha aperto la serata suonando tre brani: Bella ragazza dalle trecce bionde (canto popolare dell'Ottocento), Libertango di Astor Piazzolla e Chamambo. La scuola si è dedicata ad un autore locale il maestro Timoteo Waldes Amista, di cui, quest'anno, ricorre il centenario. La premiazione-concerto si è svolta sabato sera al teatro comunale di Gonzaga alla presenza del sindaco di Motteggiana e vicepresidente del Consorzio Oltrepò' Mantovano, Fabrizio Nosari. Numeroso il pubblico che ha assistito divertito alle performance dei 5 artisti. I tre vincitori, avevano già avuto modo di emozionare la giuria con le loro prime esibizioni, i Sine Frontera con "Sacco e Vanzetti", Daniele Goldoni con la reinterpretazione di "Bella Ciao" e Cristina Moretti con "Sebben che siamo donne", brani tutti tratti dal repertorio di Giovanna Daffini. La serata è stata presentata da Diego De Vincenzi del gruppo "Zerobeat". «Essendo il primo concorso, il numero degli elaborati pervenuti è da considerarsi stupefacente. Ci siamo trovati di fronte ad aree e filoni differenti, quello filologico e quello della reinterpretazione. Il risultato è stato più che dignitoso». Soddisfatto anche Fabrizio Nosari . «Con questa iniziativa vogliamo far conoscere la potenzialità del nostro territorio non solo dal punto di vista turistico e gastronomico ma anche da quello delle tradizioni culturali". Mauro Pinotti