L'umiltà di Nibali «Il Mondiale? Anche da gregario»

PARIGI (Francia) Campione, anche d'umiltà. Il giorno dopo aver trionfato nel Tour de France, entrando nella storia del ciclismo e dello sport, Vincenzo Nibali non perde quella semplicità che ne ha contraddistinto tutta la carriera, ancor prima della straordinaria impresa sui pedali realizzata nella Grande Boucle. Il risveglio da re di Parigi, dopo una notte di festa trascorsa tra brindisi e complimenti, è di quelli che rimarranno impressi nella memoria per sempre, eppure "lo squalo dello Stretto" non mostra la pinna. Anzi, quando gli si chiede della rassegna iridata in programma tra due mesi in Spagna confessa di essere pronto anche a fare il lavoro sporco pur di aiutare l'azzurro: «Dopo il Tour non è facile preparare il Mondiale, in base alla condizione vedremo se essere lì competitivi al massimo, da leader, o per un supporto alla squadra perché sono capace anche a fare il gregario. Vedremo». Prima di concentrarsi sulla sfida del 28 settembre, d'altronde, Nibali vuole gustarsi quella maglia gialla che nessuno potrà più sfilargli. E che lui si è tolto solo per andare a dormire. «Sono arrivato a letto soddisfatto e col sorriso, ma stanchissimo, come se avessi fatto una tappa sulle Alpi o sui Pirenei - racconta -. I complimenti del presidente della Repubblica? Quando ho visto il messaggio di Napolitano ho pensato: sono cose che non capitano tutti i giorni, fa molto piacere e la gioia è grande. Non so ancora per quando sarà l'invito a Palazzo Chigi, ma non mancherò». Ad attenderlo adesso, dopo il party notturno in un locale dei Campi Elisi, una settimana di circuiti tra Belgio e Olanda. Successivamente farà tappa a Lommel, nel fine settimana Herentals e Sint Niklas, quindi Ninove e Surhuistereven prima del rientro in Italia, dove è previsto un incontro col premier Renzi e una festa a Mastromarco, paese in cui Nibali è cresciuto da un punto di vista ciclistico. Ad attendere il ritorno del siciliano anche Davide Cassani, commissario tecnico della nazionale italiana di ciclismo, che sogna di poter contare su un Nibali al top al Mondiale in programma a Ponferrada, comune spagnolo a nord-ovest di Madrid. «Se Vincenzo dovesse arrivare in queste condizioni di forma potrebbe anche vincerlo» ammette il tecnico azzurro.