"Le luci" illuminano Brondi: il concerto ha fatto il pienone

Lo spazio concerti dell'Arcifesta si riempie con gentilezza ben prima dell'inizio. La serata (ristorante, bar, bancarelle) è per le famiglie, e seduti a terra su un asfalto finalmente asciutto e caldino ci sono ragazzi e ragazze ma anche bambini con mamma e papà. A Mantova sono arrivati tanti dei delusi della sera prima a Soliera, con "le Luci della centrale elettrica" costrette a rinunciare per colpa della pioggia. Tra l'altro, dettaglio non insignificante, sabato il concerto costava 15 euro, ieri sera era gratis. Insomma: due pubblici al posto di uno. «Ci è costato tanto non suonare - ha esordito Vasco Brondi - e spero proprio che qui ci sia qualcuno che ieri sera non ha potuto ascoltarci». Mani alzate. «Va bene, vorrà dire che stasera faremo un concerto che vale per due». Yeah. I ragazzi ci stanno. Esultano, urlano, sorridono. Filmano con i telefonini. Sono felici, partecipano alla serata rendendola più colorata. E così, in perfetto orario, alle 22.30, il concerto inizia con vocazioni lunari. Brondi spara "Cara catastrofe", "Macbeth nella nebbia", "Un bar sulla via lattea". Il cantautore ferrarese, molto colpito dalle immagini industriali (ciminiere e centrali nucleari, soprattutto) racconta. Intanto la band picchia. Questa sera all'Arcifesta è la volta della Mantua Dixie Band. Si tratta di un gruppo musicale che nasce dall'incontro di musicisti di grande esperienza con la passione per la musica jazz delle origini E' un quintetto formato da: tromba, trombone, sax soprano, sousaphone e banjo, in grado di rievocare, con garbo ed eleganza, epoche affascinanti del secolo scorso, in una sorta di "amarcord " musicale. (e.c.)