Vertici Ies sotto torchio per 5 ore Sanzioni in arrivo per la raffineria

di Giancarlo Oliani Interrogati per cinque ore i vertici della Ies indagati dalla procura per l'incidente di venerdì 4 luglio all'azienda di strada Cipata, quando la nube di idrogeno solforato (H2S) emessa a causa di un malfunzionamento interno alla raffineria ha procurato cattivi odori e disagi in città. Davanti al procuratore capo Antonino Condorelli si sono presentati l'amministratore delegato Maurizio Migliarotti, il vice direttore Fausto Ponti e il responsabile della produzione Andrea Dall'Oglio, assistiti dall'avvocato Gaetano Alaia. Presenti i funzionari di Arpa e Asl. Il numero uno della Procura ha voluto sapere cos'è accaduto, perché quell'incidente si è verificato e cosa intende fare l'azienda. A causare il guasto alla guardia idraulica della torcia acida, secondo la relazione depositata dagli organi sanitari di controllo, sarebbero stati gli ugelli otturati dai sali di ammonio che si sono formati probabilmente durante il lungo stop alla raffinazione. Arpa e Asl, all'indomani di quel guasto, hanno imposto alla raffineria una serie di prescrizioni che, secondo il legale dell'azienda Gaetano Alaia, sono già state ottemperate. La prima riguarda l'installazione di un allarme sulla valvola che misura la pressione dell'intero. La seconda, invece, prevede la completa manutenzione della torcia che, normalmente dovrebbe avvenire ogni dieci anni. L'ultimo intervento risale al 2009 ma anziché aspettare il 2019, l'azienda si è impegnata a realizzarla subito. Dai vertici della raffineria è arrivata anche un'altra proposta che dovrà essere vagliata dall'Asl. Com'è noto la raffineria dispone di due torce: una acida e l'altra a idrocarburi. Ebbene la Ies propone di convogliare tutti i fumi nella seconda proprio per evitare le occlusioni, quelle stesse che hanno provocato l'incidente del 4 luglio. L'impianto, al momento, rimane fermo. L'azienda deve presentare all'Asl una dettagliata relazione tecnica sugli interventi che poi dovrà essere verificata sul campo. Solo in quel momento l'impianto potrà ripartire. Intanto, per l'azienda - i cui vertici sono iscritti nel registro degli indagati per la violazione dell'articolo 674 del codice penale, cioè il getto di cose atte a molestare, un reato ambientale tra cui sono comprese le molestie olfattive - è molto probabile una sanzione dell'Asl. La fuoriuscita di idrogeno solforato è stata pari a 270 grammi per metro cubo, valori definiti molto bassi. Dalle centraline Arpa non sono emersi superi di altri inquinanti per la giornata del 4 luglio. «Per i cittadini - aveva sottolineato Antonino Condorelli - non ci sono stati pericoli, solo disagi e fastidi perché il gas si è sparso in una superficie molto ampia».