Paleari e D'Antoni: «Qui calcio vero»

di Massimo Biribanti wMANTOVA In campo c'è una squadra «ancora da completare» ma l'allenatore del Mantova Ivan Juric ha già capito che la prima partita da giocare è quella fuori dal rettangolo verde, per riconquistare credibilità nei confronti dei tifosi. Loro ci sono sempre e anche ieri erano un centinaio a seguire il primo allenamento al Martelli, mentre della proprietà non c'era ombra e a rappresentare il club erano come sempre il dg Dusi, il ds Pelliccioni e il vice dg Ruberti. Il 38enne allenatore croato, quando viene sollecitato sul tema, si rivolge allora ai tifosi con parole chiare: «È normale che, dopo aver visto che la squadra rischiava di non essere iscritta al campionato, fra loro ci sia un po' di malcontento. Ma ho già capito che sono molto legati alla squadra. Secondo me basta essere sinceri e non prenderli in giro: dunque dico loro che so che la piazza meriterebbe di più della Lega Pro, ma in questo momento lavoriamo in difficoltà economiche e dunque dobbiamo pensare a salvarci. Sarà dura, dateci una mano». Juric spiega anche a che punto è la costruzione della squadra: «Il reparto in cui siamo messi meglio per numero di giocatori e per qualità è la difesa: anche perché la società ha fatto uno sforzo e ha ingaggiato - facendo uno strappo al budget - il centrale Siniscalchi, che ha sempre giocato in club di primo livello in C1 e ci darà la giusta esperienza. A metà campo ci mancano due esterni, uno a destra e uno a sinistra e un mediano che sia un punto di riferimento per la squadra. In attacco, molto dipenderà dalle cessioni che si riusciranno a fare, ma anche lì c'è molto da lavorare». Il tecnico accetta quindi di fare un ritratto dei 4 giovani arrivati dal Genoa: «Marchiori è un difensore che ha già fatto la C1 a Vicenza, mentre domani (oggi per chi legge, ndr) si aggregherà anche Todisco, che è un altro con buona tecnica. Poi c'è Zaine, che è un giocatore tutto da scoprire perché può ricoprire diversi ruoli: di sicuro è molto bravo tecnicamente. Infine abbiamo Sartore, attaccante con grande qualità e velocità che però ha avuto problemi muscolari. È una scommessa: se sta bene, può fare un grande campionato. Dal Genoa proveremo a prenderne altri, perché questo ci consente di avere elementi di qualità senza spendere tanto». Juric di certo non si nasconde e spiega che le scommesse quest'anno saranno tante: «Da noi in Croazia a 21-22 anni si è già giocatori fatti, qui in Italia invece i ragazzi sono troppo coccolati e si pensa che a quell'età siano ancora dei giovani. Quelli che abbiamo preso fanno parte della rosa, sono promettenti e speriamo che ci diano una mano». «Ma non avremo una squadra fatta solo di giovani - aggiunge il mister -, ci sarà un mix con elementi esperti, come ad esempio Paro e quelli che sono rimasti dalla scorsa stagione. L'obiettivo è far tornare l'entusiasmo ai "vecchi", sfruttare la voglia di emergere dei giovani e quella di rifarsi di giocatori che magari hanno avuto problemi e vengono a Mantova per rilanciarsi. Certo, non possiamo competere con i club che possono permettersi grandi giocatori, ma stiamo cercando di allestire una squadra che sia in grado di salvarsi. Sarà dura, non lo nego, ma lotteremo per centrare l'obiettivo. E capisco anche che qui suoni strano, ma a livello economico ad esempio con un Barletta non possiamo confrontarci, non c'è storia perché loro pagano contratti molto alti». Per annullare il gap con le rivali, Juric immagina un Mantova che punti su «aggressività e ritmo». Per chiudere, l'allenatore annuncia che il sostituto di Spinale sarà scelto direttamente dai calciatori: «Non essendoci un capitano storico, come qui era Spinale, io ritengo che fra un po' di tempo debbano essere i giocatori stessi a votare il loro leader nello spogliatoio. Sarà una decisione loro». ©RIPRODUZIONE RISERVATA GUARDA LA FOTOGALLERY E IL VIDEO SU www.gazzettadimantova.it