Bloccato un carico di acciaio per armi

Un giallo internazionale che coinvolge un cargo cinese, un carico di "morte", un destinatario inesistente, e un terminale certo: un gruppo siriano che fabbrica armi pesanti da impiegare nella guerra civile. È lo scenario in cui è avvenuto il sequestro di un carico di acciaio speciale, compiuto dall'Agenzia delle Dogane della Spezia. E poi tanto silenzio, su una vicenda ancora non chiar. Un'operazione compiuta tra la fine dell'estate scorsa e i primi giorni d'autunno e di cui nulla si è saputo fino ad oggi. Acciai per armi di distruzione di massa, armi per i lealisti siriani. Una fornitura importante, oltre 200mila chilogrammi, un valore stimato di alcuni milioni di euro. Erano contenuti in nove container. Quell'acciaio doveva essere utilizzato per fabbricare cannoni, mortai, carri armati. Proveniva dalla Cina, era destinato ad una società inesistente del Libano e da qui, via terra, avrebbe raggiunto la Siria con destinazione una cellula implicata nella fabbricazione di armi di distruzione di massa. Ma l'attenzione degli uomini delle Dogane ha bloccato tutto. L'acciaio speciale, appena individuato, è stato sbarcato per ordine della dogana e sottoposto a verifica. Il comandante del cargo non ha saputo spiegare quel carico. Ma proprio gli uomini delle dogane, fatti gli accertamenti, hanno scoperto dove era destinato quell'acciaio speciale e a cosa sarebbe dovuto servire. «Un risultato frutto dell'ottimo lavoro di intelligence e della sinergia tra le Dogane - spiega il direttore dell'Agenzia della Spezia, La Tassa -. Un'operazione che dimostra l'efficienza e l'interesse non solo verso i materiali che vengono sbarcati nel porto spezzino, ma anche per quelli che lo sfiorano». Il cargo, infatti non era destinato al porto spezzino.