I SINDACI BRAVI PUNITI DALLA CATTIVA POLITICA

di ANDREA GORGATI * In questi ballottaggi il mio amico sindaco di Pavia Alessandro Cattaneo, leader emergente del centro destra italiano del futuro, ha perso le elezioni. Nei dettagli: il vincitore, sostenuto dal centro sinistra, ha preso meno voti di quelli di Cattaneo ma lo stesso Cattaneo fra primo turno e ballottaggio ha perso per strada circa 5.000 voti; 5.000 elettori di centro destra che avevano votato al primo turno non sono tornati al seggio per il ballottaggio e se ne sono fregati del risultato. Cosa è accaduto, a mio avviso, al sindaco più amato d'Italia (indagine del Sole 24 Ore)? Nelle ultime settimane è diventato improvvisamente un cretino oppure il centro sinistra ha trovato un salvatore in grado di ribaltare qualsiasi previsione? Nessuna delle due credo. Oggi alla gente poco importa chi si trova al governo della propria città. Non importa più se si è di destra o di sinistra, se si è bravi o ladri: oggi chiunque si cimenta nella competizione politica viene assommato agli altri; "è come tutti gli altri", un ladro, un farabutto, uno che fa politica "sicuramente perché ha un interesse". Come dare torto a chi pensa questo ? Dove ci si gira si trova un politico indagato, un amministratore corrotto, un giudice compiacente, un poliziotto concusso, un incapace raccomandato. E' tutto un deperimento civico e morale. In questi giorni poi i cittadini che hanno una casa sono bombardati da tasse, i più onesti e volenterosi nemmeno riescono a capire in che data pagare queste tasse. A fronte di tasse vengono propinati servizi scadenti, derivati di politici che ogni giorno in qualche parte del Paese proiettano una immagine assoluta di incapacità mista ad arroganza e presunzione. Ma come possiamo pensare che il cittadino, di fronte a questo piovere di macerie di giustizia, nel momento in cui è chiamato a parlare con il voto possa minimamente pensare di premiare la politica? Anche quella buona viene trascinata nel tritacarne degli incapaci, di quelli che furbescamente vivono nelle pieghe di questo Paese sempre più incrinato, spaccato, desolato. E' giusto aiutare chi ha bisogno, ma oggi è l'Italia che ha bisogno. I famosi 80 euro che arrivano nelle tasche di alcuni, arrivano direttamente dalla esplosione delle nuove tasse e dal taglio delle varie detrazioni. Il voto a Renzi non è un voto al Pd, è un voto a quella che l'italiano medio giudica l'ultima speranza, la fiammella che tiene viva la speranza di un popolo gioioso, di gente che si è sempre rimboccata le maniche ma che oggi non ce la fa più. Tutti abbiamo amici o parenti che cercano lavoro, che dicono che è sempre più dura. L'amico Cattaneo non ha avuto colpe particolari; oggi tutti si paga la colpa di chi ha preceduto. Le famose colpe dei padri stanno ricadendo sui figli, senza distinzione fra figli della politica e figli di cittadini. Tutti stiamo pagando un prezzo salatissimo a questo Stato ingrato. Non importa più se sei bravo o meno bravo, sei un politico quindi sei una manifestazione del problema. Stiamo pericolosamente andando in una direzione che non so dove ci porterà. Piuttosto che votare esponenti nuovi, magari addirittura bravi e onesti, di partiti ormai radicati stiamo a casa o votiamo gente che appare da internet ma non sappiamo che sa fare, chi sia, che vuole. E non ci vuole molto ad immaginare che qualcuno magari furbo, molto furbo, riesca ad insinuarsi tra questa gente col volto di un computer ma magari interessi molto concreti. * Consigliere comunale Forza Italia Mantova