La Dinamica al PalaBam chiede strada all'Assigeco

MANTOVA Altro che buio e silenzio in sala. Questa sera il PalaBam si promette brillante, chiassoso; un teatro in cui pacatezza e aplomb sono ai limiti del consentito. Paradossi dello sport. A Mantova dopo la tesa semifinale contro Ferrara e la lunga sosta, sono arrivate le Finals della Silver, e la Dinamica è protagonista. Ci mette la casa, la faccia, e tutta quell'emozione del primo appuntamento, della prima volta. Mantova è a tre sole vittorie da una storica serie A2 di basket. Il passato Per il club di Mantova l'atto finale dei playoff non è però una novità. «Da quando sono alla Dinamica ho sempre giocato l'ultima partita della stagione – ricorda il capitano Jordan Losi, al quarto anno in biancorosso –. Subito la finale di C1, la finale di B2 e poi lo spareggio a Roma; l'anno scorso gara5 dei playout, e adesso siamo in finale. Io e Pignatti la retrocessione con Chieti non ce la siamo dimenticata – sottolinea Losi aprendo un cassetto scomodo legato all'epilogo amaro della scorsa Dna –, c'era molta voglia di rivincita in questa stagione, ci siamo messi a disposizione, ridotti lo stipendio, è un bel motivo d'orgoglio essere arrivati fino a qua». La gara speciale Essere attori in una finale è qualcosa di particolare, indubbio, e probabilmente non c'è un abisso – in termini di emozioni – nel giocarsi una C Dilettanti o l'accesso alla Gold, piano nobile della LegaDue. Cambia invece, e di molto anche, l'impatto tra vittoria e sconfitta. Chi ha seguito la storia recente degli Stings ricorda Jordan Losi in lacrime sul parquet di Lucca dopo una finale persa a gara3. Una settimana dopo, tripudio a Roma per lo spareggio promozione e Jordan di nuovo sdraiato sul campo. Ma quanta differenza. «Ci pensavo in settimana – confessa Losi –, riflettevo su cosa cambia in termini di emozioni. In realtà cambierà solo all'ultima partita. È l'ultima che ha un sapore speciale, le altre sono un viatico per "quella" gara lì, dove saremo a un passo dall'eliminazione o dalla vittoria. Lì diventerà speciale, adesso è solo molto bello». Il "segreto" La Dinamica è arrivata all'appuntamento principe della stagione, ci siamo. Tanti e tanto grandi sono i meriti del gruppo biancorosso. Uno su tutti però sembra aver avuto un ruolo decisivo – indubbiamente in questo campionato, ma anche nelle vittorie degli ultimi anni –; si tratta di un equilibrio nel rendimento della squadra. Non c'è la dipendenza da questo o quel giocatore. «Abbiamo protagonisti nuovi ogni volta, sappiamo trovare sempre un contributo diverso da ogni compagno». Ecco come Losi l'aveva spiegata anni fa, alla sua prima stagione in Dinamica, alla vigilia della finale playoff con Imola. Tante armi diverse Le stesse parole hanno fatto capolino quest'anno, e di nuovo tornano ora, in vista della partitissima con Casalpusterlengo. «Può essere una chiave – riconosce Losi –. Riuscire ad avere armi diverse ogni volta serve ad andare fino in fondo, ed è una caratteristica delle grandi squadre. Sono arrivate in Finale due squadre fantastiche, che hanno passato tante cose durante la stagione e hanno avuto la forza di essere qua, dove non arrivi mai per sbaglio. Loro hanno vinto su campi difficili, come Omegna, o Matera dove hanno chiuso una serie. Vedremo come andrà». Per Edoardo, con Edoardo A dare quel tocco d'emozione in più, stasera in gara1 ci penserà Edoardo, il giovane tifoso di Pegognaga che dal San Raffaele aveva inviato un videomessaggio d'auguri agli Stings in occasione della semifinale con Ferrara. Edoardo è stato da poco dimesso dopo parecchio tempo in ospedale, la Dinamica è riuscita a regalargli la possibilità di assistere alla Finale e stasera lui ci sarà. La squadra e la società lo premieranno con una maglietta autografata e la tessera di "Stings a vita". Comunque vada sul campo, si è già vinto. Matteo Facchini ©RIPRODUZIONE RISERVATA