La rabbia di Renzi «Basta con i ladri»

di Maria Rosa Tomasello wROMA Le leggi saranno rafforzate, ma non è solo una questione di regole. Mentre il presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione Raffaele Cantone definisce «inadeguata» e «da cambiare» la normativa sugli appalti, chiedendo modifiche anche alla legge Severino, da Bruxelles il premier tuona: «Non possiamo dire ogni volta che c'è una vicenda di corruzione che il problema sono le regole: il problema sono i ladri. La gente che ruba va mandata a casa». Non nuove regole, ma «rispettare quelle che ci sono». Investito dall'onda dello scandalo Mose durante il G7, il premier si dice garantista, ma commenta la nuova «ferita» parlando di «un'amarezza enorme» per «chi tradisce la fiducia più grande, quella dei cittadini». Ribadisce l'idea lanciata dopo lo scandalo Expo: il "daspo" per i politici corrotti: «Non è possibile che chi viene condannato per corruzione dopo 20 anni possa tornare a occuparsi della cosa pubblica», dice. La corruzione per Renzi è «alto tradimento». È dalle regole, tuttavia, che si riparte. «Nelle prossime ore interverremo sugli appalti pubblici, l'anticorruzione e altri temi specifici» annuncia il premier. Novità arrivano anche dal Guardasigilli Andrea Orlando: «Lavoriamo per introdurre a breve il reato di auto-riciclaggio e rivedere la disciplina del falso in bilancio. Le leggi ci sono, gli strumenti pure, ma ci sono anche delle falle» sottolinea, e dice «basta alle procedure eccezionali e ai percorsi emergenziali, perché dove non c'è concorrenza è facile che si crei opacità». A fornire qualche indicazione in più è il sottosegretario alla Giustizia Cosimo Ferri: «Presto ci sarà un decreto per riportare al centro la legalità», un provvedimento con cui il governo rafforzerà i poteri dell'Autorità anti-corruzione, con possibilità di accesso a dati e documenti per verificare da chi è composto un consorzio d'imprese e di segnalazione alla magistratura. Il secondo passo sarà la revisione del codice degli appalti e tutta la materia dei subappalti per evitare che con le deroghe salti tutto il meccanismo. Al decreto si procede a tappe forzate: una bozza potrebbe essere pronta già oggi, giorno di Consiglio dei ministri, anche se la complessità della materia potrebbe rallentare il ritmo imposto dal premier, con un rinvio alla prossima seduta del Cdm. L'iniziativa del governo frena anche la marcia del ddl anticorruzione, che dalla commissione Giustizia al Senato avrebbe dovuto arrivare in aula martedì prossimo: l'esecutivo ha chiesto che l'esame del testo sia sospeso in attesa di un ddl dell'esecutivo. La commissione avrebbe dovuto proseguire ieri l'esame degli emendamenti, ma il presidente Nitto Palma ha chiesto che venisse votata dai commissari la proposta di differimento dei lavori a martedì. «Speriamo che l'attesa possa essere utile per rafforzare l'impianto preventivo e repressivo, ma bisogna fare presto» dice il presidente del Senato Pietro Grasso, che commenta con favore l'iniziativa del governo mentre il M5S insorge: «Bloccati i lavori di un ddl fondamentale». Per Cantone, che definisce lo scandalo Mose «ancora più grave di quanto venuto alla luce con l'Expo» perché riguarda tutta la "filiera" - dai politici, agli imprenditori, al controllori - serve una svolta immediata: «Ogni volta che accadono fenomeni corruttivi di questo tipo, giocoforza si parla di cambiare le regole: però è innegabile che il sistema degli appalti vada ripensato. Tutti i grandi eventi degli ultimi anni sono fatti con deroghe: siamo al paradosso, che le regole funzionano sugli appalti di medio-piccola grandezza, mentre in quelli di dimensioni più ampie, dove sono in ballo interessi maggiori, non sono applicate». Nessun conflitto con Renzi, sottolinea Cantone dopo che, sul suo blog, il senatore Pd Massimo Mucchetti aveva chiesto: «Ma Renzi e Cantone vanno d'accordo? Per uno si devono colpire corrotti e corruttori senza fermare i cantieri, per l'altro revocare gli appalti alle aziende inquisite». «Mai detto che vanno revocati gli appalti - sottolinea Cantone - ho detto che la legge Severino del 2012 prevede che nei casi di corruzione sia possibile la revoca degli appalti. Non mi sono riferito al Mose né tantomeno alle vicende Expò». ©RIPRODUZIONE RISERVATA