Asta dice no al Mantova Per la panchina è bagarre

di Alberto Fortunati wMANTOVA Antonino Asta non verrà al Mantova e se ne andrà altrove, Bassano o Reggiana poco importa. Il fatto è che ieri pomeriggio, pochi minuti dopo la scadenza delle 24 ore che aveva ottenuto, l'ex del Monza ha risposto negativamente all'offerta fattagli dal Mantova realizzando così il secondo caso (il primo fu Sonzogni nel 2012) di un allenatore che arriva per firmare ma che poi cambia idea. L'analogia con l'annata che vide l'eroico Frutti al timone è tutta qui, non certo nella situazione finanziaria che anzi, con l'ingresso di Di Matteo, sembra volgere al bello. Sta di fatto che il primo obiettivo del Mantova è sfumato. Il "niet" di Asta. Sin dalla mattinata il ds Pelliccioni era in attesa di una risposta da parte di Asta, con il quale si era incontrato giovedì pomeriggio. Fino alle cinque della sera, però, il silenzio regnava nelle comunicazioni, a conferma di una situazione perlomeno precaria. Che si tramutava in battuta d'arresto quando Asta comunicava al ds virgiliano la sua indisponibilità. Di fronte alla quale Pelliccioni non si scomponeva. Da indiscrezioni la causa del dissidio sarebbe da identificare nella cospicua serie di giocatori con contratti pluriennali, 12, che sono in carico al Mantova e per i quali Asta avrebbe voluto una diversa collocazione. La reazione del ds. «Avevamo raggiunto una buona intesa di massima - sottolinea Pelliccioni - evidentemente le criticità hanno avuto il sopravvento. Ma non facciamo affatto dei drammi, il Mantova ha un progetto ben chiaro da portare avanti e lo farà solo con chi vorrà farne parte al 101%. In assenza di questa pregiudiziale è chiaro che non si potrà sancire alcun accordo. I candidati restano numerosi e tutti di buonissima levatura». La pole position. Per conoscenza personale ed esperienza il candidato numero uno alla panchina del Mantova a questo punto diventa Leonardo Acori, che quest'anno ha allenato il Grosseto e che in precedenza ha vinto quattro campionati. Dotato di forte personalità, Acori ha le caratteristiche giuste per poter essere considerato il favorito. Gli altri candidati. Il Mantova ha bisogno di un mister che sappia lavorare con i giovani, sempre però con un occhio di riguardo al fattore esperienza. Qui sono parecchi i nomi degni di considerazione. Si va da Mario Vittadello, ex del Real Vicenza («Sono in attesa di notizie, ci siamo visti e ci sono le basi per ragionare in modo costruttivo»), all'ex capitano del Mantova nella stagione 2000-2001 Carmine Parlato, attualmente alla guida del Pordenone che oggi contende alla Lupa Roma ad Arezzo lo scudetto della D e che coronerebbe così il suo sogno di tornare in quella città di cui più volte si disse innamorato. Un altro candidato a sostituire Carlo Sabatini è Alessandro Dal Canto, che si dice ufficialmente ancora in attesa di un segnale dal Mantova al contrario di quanto la società di viale Te gli avrebbe fatto sapere dopo la mancata condivisione del progetto. Dando per sfumata anche questa ipotesi un altro nome gettonato è quello di Mauro Zironelli, ieri candidato anche alla panchina del Padova ma per il momento legato alla Sacilese in D: «Mantova è una piazza eccellente - dice l'ex centrocampista del Chievo - verrei volentieri». Pelliccioni ha buoni rapporti anche con Maurizio Braghin, altro tecnico esperto che quest'anno ha concluso anzitempo la sua stagione alla Carrarese, e con Federico Giunti: l'ex centrocampista del Chievo ha guidato quest'anno il Gualdo e si sarebbe detto, nel corso del colloquio avuto con il dirigente biancorosso, entusiasta di venire al Mantova. Gli sviluppi futuri. Nel fine settimana Pelliccioni farà il punto della situazione, innanzitutto sentendo Acori e valutandone l'eventuale disponibilità ad un nuovo incontro a breve termine, probabilmente da tenersi a Rimini dove dalla prossima settimana si svolgeranno le finali nazionali del campionato Primavera. Il mancato accordo con Asta ha complicato i piani del ds, che domani seguirà Porto Tolle-Forlì e da lunedì sarà in Romagna, dove con ogni probabilità saranno numerosi gli incontri con i candidati al Mantova. Sarà quindi una sorta di binario parallelo quella che riguarderà la ricerca del mister e la riorganizzazione societaria. La speranza è che il giugno imminente veda risolti gli enigmi prima di divenire incipiente. ©RIPRODUZIONE RISERVATA