La morte di Sandri (2007): gli ultrà attaccano le caserme

L'11 novembre 2007 si gioca la dodicesima giornata di campionato. Gabriele Sandri, un tifoso della Lazio, viene ucciso in una stazione di servizio dell'autostrada A1 nei pressi di Arezzo da un colpo di pistola sparato da un agente di polizia, Luigi Spaccarotella, che si trovava dall'altra parte della carreggiata e la cui attenzione era stata richiamata da una rissa tra tifosi laziali e juventini. Sandri muore colpito da un proiettile al collo mentre era seduto sul sedile posteriore dell'automobile. Spaccarotella verrà accusato di omicidio volontario e condannato il 14 luglio 2009 in primo grado per omicidio colposo a una pena di 6 anni di reclusione. In appello la condanna viene aggravata ad omicidio volontario con una pena di 9 anni e 4 mesi, successivamente confermata anche in Cassazione. La notizia si diffonde immediatamente e da Nord a Sud cominciano a scatenarsi le violenze degli ultrà in tutta Italia: la partita Inter-Lazio viene rinviata per motivi di ordine pubblico. Nonostante il rinvio anche del posticipo Roma-Cagliari per motivi di ordine pubblico in serata centinaia di ultrà laziali e romanisti attaccano la stazione di polizia di via Guido Reni (foto), il Commissariato in via Ferdinando Fuga, gli uffici del Coni e la caserma dei carabinieri di Ponte Milvio. Per gli ultrà arrestati viene in seguito formulata, ma poi archiviata, anche l'accusa di terrorismo.