Aldo Falchi sorride tra le sue opere e quelle del padre

Aldo Falchi, l'estrema bravura, la perfezione tecnica, la fantasia visionaria e insieme la simpatia umana, la semplicità e l'entusiasmo di un bambino che ha appena ricevuto un complimento. Così è apparso ieri sera l'artista che oggi abita a Virgilio, ma ripete che lui viene da Sabbioneta, all'inaugurazione della mostra che la Provincia gli ha dedicato alla Casa del Mantegna. Nella carriera non gli sono certo mancate le soddisfazioni, ma - come tutti - si commuove quando a stringergli la mano sono i suoi mantovani. La mostra "Paride e Aldo Falchi/Pittura e scultura" ha un titolo che volutamente ricorda le scritte fuori dai vecchi negozi, alludendo al fatto che i Falchi costituivano una bottega artigianale, che dal mestiere rigoroso - ricorda la vicepresidente della Provincia Francesca Zaltieri- si erano innalzati all'arte. Paride, nato a Sabbioneta nel 1908, ci ha lasciato dei bellissimi paesaggi del Po, nella sua zona del Viadanese, che - osserva ancora Zaltieri - sono una ideale prosecuzione della mostra sulla pittura dell'Oglio Po organizzata dalla Provincia proprio a Sabbioneta. Nei quadri di Paride si capisce tutto: l'orizzonte dilatato del grande fiume e dei suoi sabbioni, un paesaggio sempre fermo e sempre in movimento perché cresce e si riduce, ma anche perché il cielo è immenso, corre, diventa nero e rosa insieme. E il sole può essere così sfiancante da far amare i cortili ombrosi con i fiori e i rampicanti e i bambini, o i portici di Sabbioneta, dove la gente ancora si ritrova riparandosi in una dimensione che crea comunanza. Non stupisce che questa grandiosità essenziale e minimalista del paesaggio del Po, si trasformi nel figlio Aldo, nato nel 1935, in corpi sensuali, scattanti o languidi, disegnati sulla carta o modellati nella creta con grande precisione. Sono giovani e diventano vecchi, nudità vitalissime e altre che hanno perso il potere della seduzione e si avviano al disfacimento. Un gusto per il visionario, per i miti greco-latini, per quella forza originaria della natura in cui sta l'uomo e il cavallo sono due tra gli animali più nobili. La mostra, curata da Giovanni Cattabiani e Gianfranco Ferlisi, accompagnata da un bel pieghevole, offre proprio questo percorso: da Paride ad Aldo. C'è anche la composizione di porcellana per i 200 anni della Dichiarazione di'indipendenza degli Stati Uniti d'America. L'altra copia è alla Casa Bianca. Aldo Falchi ha lavorato alla famosa Rosenthal, il top della porcellana in Europa. Ma lui ha ricordato ieri il suo maestro, il grande scultore milanese Brioschi, quello dei cavalli alati alla stazione centrale di Milano. Era garzone da un marmista, lesse che Remo Brioschi aveva vinto il concorso per il monumento al partigiano a Reggio Emilia. Ebbe l'ardire di telefonargli, rispose la moglie. Rischiò di passare per la spia del concorrente arrivato secondo, ma alla fine ottenne di entrare nello studio di quel maestro. E il resto è in mostra. (maf).