A Torino nuove proteste, città paralizzata

ROMA Cortei, presidi e blocchi stradali hanno paralizzato Torino per il secondo giorno consecutivo della protesta indetta in tutta Italia dal movimento dei Forconi, con centri commerciali e negozi costretti a restare chiusi, strade, piazze e tangenziali paralizzate dai cortei. Il Comitato per l'ordine pubblico e la sicurezza ha rafforzato i servizi con l'arrivo in città di un contingente di forze dell'ordine, una decisione arrivato al termine di un'altra giornata difficile, che ha confermato il capoluogo piemontese come epicentro della rabbia. La Procura ha aperto un fascicolo, al momento senza indagati né ipotesi di reato, mentre il sindaco, Piero Fassino, ha lanciato un appello agli organizzatori. Perché se da un lato «è legittimo protestare - ha detto - non lo è scaricare i disagi su cittadini, imprenditori e famiglie che hanno diritto a una vita normale». Il bilancio è di un fermato per il lancio di una bomba carta e di otto manifestanti denunciati, quattro di questi per violenza privata, per aver impedito l'accesso al McDonald. Disagi e incidenti si sono registrati in molte località. A Carmagnola, nel Torinese, un automobilista ha investito una manifestante che si trovava a un blocco stradale e si è allontanato senza prestare soccorso per poi essere raggiunto e denunciato. Le manifestazioni sono proseguite anche a Milano, dove circa 100 persone hanno occupato piazzale Loreto. Nel pomeriggio i partecipanti hanno parzialmente bloccato le strade adiacenti Corso Buenos Aires con continui sit-in della durata di circa dieci minuti, volti a paralizzare il traffico. Incidente anche a Imperia, dove un uomo di 46 anni che stava manifestando in corteo sul lungomare Vespucci è stato investito da un'auto ed è è stato ricoverato in ospedale con un trauma cranico. A Perugia un gruppo di 30 manifestanti è entrato nella sede del Partito democratico intonando cori e chiedendo di poter parlare con i dirigenti. A Barletta, Andria e Trani tutti gli esercizi commerciali sono rimasti chiusi, in una sorta di solidarietà forzata, mentre ad Albenga (Savona) è stata bloccata la circolazione ferroviaria. La «marcia su Roma», la manifestazione «con milioni di persone pronte ad assediare pacificamente la Capitale fin quando i politici non saranno andati via», inizialmente prevista per oggi, giorno della fiducia, intanto, è rinviata. «Ci sarà, stiamo stabilendo quando, ma la faremo con nonne e bambini. Sarà una manifestazione democratica e pulita» ha detto Mariano Ferro, leader dei Forconi siciliani, attribuendo la guerriglia di lunedì a «quattro scalmanati rispetto a una maggioranza pacifica». Dirimente sarà il voto di oggi: se il governo non andrà «a casa» la protesta punterà ai palazzi del potere. In prefettura a Roma riunito il Comitato per l'ordine pubblico: tra le misure decise, la blindatura attorno a Montecitorio, Palazzo Chigi, Palazzo Madama e Quirinale.