Benedini, un professore illuminato

L'Accademia Virgiliana ha proposto un ricordo a 360° di Eros Benedini, celebre medico e storico presidente del sodalizio, in occasione della ricorrenza del centenario della sua nascita. E, senza nostalgia, ma con orgoglio, è stato un momento per pensare al futuro. «Proprio grazie a lui - ha detto il presidente Pietro Gualtierotti - iniziarono anche i lavori di restauro dei locali al primo piano più utilizzati dell'Accademia: la sala Ovale, la biblioteca e la segreteria. Ora speriamo, nonostante le lungaggini burocratiche e le carenze di fondi, che si possa passare dal sogno alla realtà di vedere conclusi i lavori di ampliamento della sede che permetterebbe di esporre tutte le collezioni conservate in Accademia». In una sala gremita di pubblico Eros Benedini, presidente dell'Accademia dal 1973 al 1991, anno della sua scomparsa, è stato ricordato pubblicamente con affetto dai famigliari, dalla nipote Beatrice Nicolini in primis, seguita poi dal presidente in carica dell'Accademia, Pietro Gualtierotti, da Livio Volpi Ghirardini, accademico ordinario, e Bruno Dall'Oglio, primario di Urologia del Poma, suo ultimo allievo. «E' stato un predecessore illuminato, attivo in un periodo ancora favorevole alla cultura - ha detto Gualtierotti nella sua prolusione - nel quale ha avuto modo di imprimere un notevole dinamismo alle attività accademiche allargandone le relazioni con Istituti di Cultura e Università esterne e organizzando una serie di convegni pubblicati negli Atti dell'Istituzione mantovana, tuttora oggetto di consultazione e di studi». Sono stati ricordati i tratti salienti della sua attività in Accademia, a partire dalla realizzazione del suo sogno, quella di vedere riconosciuta, con decreto del Presidente della Repubblica, l'Accademia Virgiliana come Nazionale, nel maggio del 1981, dopo il precedente riconoscimento che la vedeva annoverare tra le 17 istituzioni più importanti della Repubblica al fianco delle accademie dei Lincei, della Crusca, dei Georgofili tra le altre. Di Eros Benedini, primario di Chirurgia in un Poma noto ben oltre i confini provinciali per l'efficienza e la professionalità, si è parlato soprattutto come raffinato uomo di cultura, instancabile nell'organizzare momenti di crescita per la città, valorizzandone la storia e il patrimonio. «Era un brillante ed estroverso conversatore - ha ricordato Gualtierotti - e molte sono state le iniziative di grande qualità realizzate durante la sua presidenza. E' stato capace di dialogare con gli studiosi e con la società civile, di collaborare con gli enti pubblici e con i privati nella convinzione che la qualità avrebbe reso più facili vedersi concretizzare le richieste di sostegno». Un lungo elenco di appuntamenti di importanza internazionale, come convegni di studio, pubblicazioni e concerti, organizzati durante la presidenza di Benedini è stato ricordato da Volpi Ghirardini, come pure la presenza di personaggi di rilievo arrivati a Mantova grazie alle sue relazioni. E' il caso di Natalino Sapegno, Giovanni Spadolini, Vittore Branca solo per citarne alcuni. «In una sola parola il suo rapporto con l'Accademia si poteva definire d'amore» ha concluso l'accademico. Infine l'allievo ha ricordato con riconoscenza il maestro. «I suoi consigli, le sue battute, fatte con quegli occhi azzurri che tanto mi spaventavano, le faccio ancora oggi con i miei giovani colleghi. Per me sarà sempre il Professore» ha concluso Bruno Dall'Oglio. Si sono susseguiti anche interventi e ricordi da parte del pubblico. Paola Cortese