Ecco Fuocofuochino «Siamo la più povera casa editrice al mondo»

Mentre una misteriosa matita si prepara a disegnare i tratti del nuovo animale simbolo di Segni d'infanzia 2013, la cui identità non è stata ancora svelata, iniziano le attività legate alla VIII edizione del festival con un'intera settimana, dal 7 al 14 aprile, da trascorrere nel "Castello dei libri incantati" (nella biblioteca di Gazoldo degli Ippoliti in via Marconi 126) tra storie da ascoltare, storie da inventare e libri da costruire. L'evento è organizzato dal Comune di Gazoldo in collaborazione con l'assessorato alla cultura, scuola e biblioteca e con il contributo della nuova Fondazione Centri Giovanili Don Mazzi di Cavriana. Ingresso libero. Si consiglia la prenotazione al numero: 0376-659315 I laboratori sono previsti per un gruppo di massimo 25 bambini dai 3 ai 10 anni. E' di Viadana Fuocofuochino, quella che si definisce come "la più povera casa editrice del mondo". La definizione è naturalmente auto ironica; d'altra parte lo stesso direttore artistico Afro Somenzari, nell'annunciare l'avvio delle pubblicazioni, aveva sottolineato che «non se ne sentiva questo gran bisogno». Nonostante l'immagine umile ed appartata, la casa editrice viadanese può contare su un gruppo di collaboratori di primo piano, che condividono il progetto e reciproci sentimenti di amicizia. Al momento, infatti, sono stati pubblicati autori come Roberto Barbolini, Guido Conti, Gianni Celati, Giuseppe Pederiali, Ugo Nespolo, Paolo Colagrande, Miklos N. Varga, Maurizio Maggiani, Pupi Avati, Hans Tuzzi e Aldo Gianolio. Di prossima uscita, Don Backy e Valerio Magrelli. L'editrice (info: www.fuocofuochino.it) ha sede nell'abitazione della famiglia Somenzari. Le sue pubblicazioni sono segno di vita di una letteratura del tutto gratuita: un piccolo omaggio alla meraviglia della scrittura. «Un'esperienza patafisica», la definiscono i critici. Non ci sono collane. «C'è un catalogo poverissimo - sottolinea Somenzari - e chiunque fosse smanioso, ossia preso da serio "morbino", di pubblicare, può inviarci materiali per la valutazione». Una sessantina gli opuscoli pubblicati finora: aforismi, brevissimi racconti, ricordi, fole, manualetti, poesie, riflessioni, interviste (tra cui una a Günter Grass), strafalcioni, "contraccettivi letterari", odi e decaloghi, tutti accomunati da un senso di leggerezza e transitorietà. I testi sono originali ed inediti; gli autori li hanno donati al progetto Fuocofuochino in nome dell'amicizia - o «fratellanza», come la definisce l'intellettuale viadanese - nata e consolidata in anni di frequentazione degli stessi ambienti artistici e letterari. Tali testi sono fotocopiati in venti esemplari denominati "Prova dell'editore". Il formato è 14,8x21 centimetri; otto il numero massimo di pagine interne. In quarta di copertina, a comprovarne l'originalità, ogni copia reca un bollo Ige (l'imposta "antenata" dell'Iva) annullato da giduglia stellata: vecchi timbri ormai privi di valore legale di cui Somenzari era entrato in possesso. Undici copie sono spedite agli amici, «sempre quelli, giusto per vessarli quel tanto che basta»; le altre sono destinate al pubblico «a prezzo variabile». Anche questa espressione è in realtà ironica e scherzosa: le fotocopie vengono infatti distribuite solo a un pubblico selezionato. E' possibile tuttavia acquistare le raccolte dei testi: sono usciti finora due volumi (che comprendono rispettivamente fino al diciassettesimo "fuochino" ed i successivi diciannove), stampati dalle Arti Grafiche Castello di Viadana e distribuiti dalla mantovana Corraini, specializzata in arte contemporanea. «Che lo fanno a condizioni di favore - nota Somenzari - in quanto operatori culturali che apprezzano l'idea». Un'idea fresca, in un universo composito come quello dell'editoria, a maggior ragione vista l'ormai totale accessibilità al web. Riccardo Negri