Bonifica tombale per l'ex Flucosit Appaltata la gara, subito i lavori

di Francesco Romani wASOLA Sarà la Daneco impianti srl di Milano a mettere in sicurezza e bonificare l'ex Flucosit di Castelnuovo, una delle 10 aree più inquinate della Lombardia dove l'azienda petrolchimica sparse un vasto inquinamento da solventi, benzene e idrocarburi avvelenando una vasta area. L'aggiudicazione della gara da 8 milioni e mezzo per il primo lotto dei lavori ha visto un fortissimo ribasso, del 40% della vincitrice che ha sbaragliato gli altri otto concorrenti. Questo primo intervento consisterà nella demolizione delle strutture industriali ancora presenti e nella creazione della discarica interna nella quale stoccare il terreno contaminato. Alla fine resterà una collinetta di 6 metri d'altezza nella quale rimarranno "confinati" per sempre come in un sarcofago i rifiuti non pericolosi mentre i veleni verranno dirottati verso impianti autorizzati. I lavori inizieranno entro l'anno e dureranno sino al 2013. Per il completamento finale dei lavori si prevede una decina di anni di cantiere. Il maxi appalto Il progetto complessivo è stato preparato dall'ingegner Claudio Tedesi, il professionista che ha seguito questa bonifica come molte altre della nostra provincia. L'importo stimato è di 24 milioni e mezzo, ripartiti in diversi lotti e interamente finanziati dalla Regione. Il primo lotto funzionale (preparazione del cantiere, demolizioni e allestimento della discarica di confinamento) è stato messo in gara nell'aprile scorso al prezzo di 8 milioni e mezzo, interamente finanziati dalla Regione Lombardia. Le concorrenti Quindici le società e raggruppamenti di imprese di tutta Italia che hanno presentato la loro disponibilità (compresa anche la Wsr di Levata) e nove quelle che hanno presentato l'offerta economica. Fra queste anche la Sadi, servizi industriali che in questi ultimi anni ha gestito la messa in sicurezza dell'ex Flucosit e che è stata superata grazie all'eccezionale ribasso d'asta. Come avverrà la bonifica? Si inizierà con la predisposizione del cantiere all'interno del perimetro dell'ex petrolchinico (28mila metri quadri) e la demolizione degli edifici ancora presenti: la palazzina uffici, i cinque serbatoi fuori terra che contenevano il benzene e i magazzini con tetti in fibrocemento. Si creerà poi una discarica controllata, scavando il terreno sino a due metri sopra la falda. Il fondo sarà riempito d'argilla, ghiaia e impermeabilizzato con teli. Si riempirà il tutto dei rifiuti non pericolosi (25mila metri cubi stimati) sino a creare una collinetta alta sei metri. Per estrarre i rifiuti più pericolosi scaverà riparati da una tensostruttura Abbassare i costi La rimozione della fonte inquinante, farà calare la cessione di benzene e idrocarburi ai terreni e quindi dimezzare i costi della barriera idraulica, serie di pompe in funzione 365 giorni l'anno che evitano che gli inquinanti finiscano nelle falde. Il funzionamento della barriera costa 800mila euro l'anno alle casse della Regione. Un salasso che si aggiunge ai tentativi di bonifica degli scorsi decenni che portano a 50 milioni lo stratosferico costo pagato dalla collettività solo per controllare questa bomba ecologica posta a nemmeno cento metri dalle prime case della frazione di Castelnuovo. I primi tentativi di risanamento sono infatti iniziati nel 1995 con la Castalia e proseguiti poi con la Sadi, servizi industriali