Fiat, nuovi stop a Pomigliano e Termoli

di VIndice Lecis wROMA Cassa integrazione a Pomigliano, a Termoli e per gli Enti centrali di Mirafiori. Settembre e ottobre si prannunciano pesanti per la Fiat. A Pomigliano la produzione si fermerà dal 24 al 28 settembre e dal 1 al 5 ottobre. Lo ha comunicato la direzione dello stabilimento - dove 2146 lavoratori della newco fabbricano la Nuova Panda - a causa della «persistente situazione di crisi del mercato europeo e italiano». Nelle stesse ore i manager dello stabilimento di Termoli (oltre 3000 dipendenti) comunicavano un analogo stop produttivo dal 24 al 26 settembre per gli operai del settore motori 8 e 16 valvole mentre per l'unità cambi il riposo forzato sarà di tre giorni, dal 24 al 26 settembre. Per Termoli si tratta del secondo stop programmato a settembre (il primo sarà dal 10 al 15) e anche questo è causato dalla contrazione del mercato dell'auto. Fino al 2 settembre e, ancora il 13, 14, 20 e 21 si fermeranno i 5070 lavoratori degli Enti centrali di Mirafiori, in larga maggioranza tecnici e impiegati. A Cassino è invece ripresa la produzione. Dopo un mese di stop per ferie e cig, i 3900 operai sono tornati in fabbrica ma fino a dicembre si rischia di lavorare non a pieno regime. Anche a Cassino, infatti, sono previsti tra settembre e ottobre, tre giorni di lavoro a settimana e due di cig in seguito al calo di vendite dell'azienda torinese. Nello stabilimento laziale si producono ogni giorno 780 vetture di cui 520 Giuliette, 100 Bravo e 150 Delta, vetture che stanno accusando una certa stanchezza sul mercato. «La nuova cassa integrazione annunciata a Pomigliano non ci stupisce - commenta Giorgio Airaudo segretario nazionale Fiom - e' evidente che le previsioni erano troppo ottimistiche, ci dispiace che il conto lo paghino i lavoratori». Si tratta di una «scelta strumentale» afferma il segretario della Fiom di Napoli, Amendola, perché cade «a ridosso dell'udienza definitiva prevista per inizio di ottobre sul ricorso da loro presentato contro la sentenza di Roma per discriminazioni nelle assunzioni nei confronti degli iscritti Fiom». Per Amendola non è convincente la notizia di una probabile collaborazione con Mazda per la produzione di modelli nello stabilimento campano. Preoccupato è anche il segretario della Fim-Cisl di Napoli, Terracciano, secondo il quale a Pomigliano è necessaria anche la produzione di un altro modello di auto. Di fronte all'avanzare della crisi e a una stasi produttiva e di vendite, la Fiat ha già annunciato un ripensamento per la Nuova Punto a Melfi mentre a Mirafiori non si sono realizzate le nuove linee per suv e jeep. L'allarme è grande. A Pomigliano la Nuova Panda non basta a risollevare la situazione e si chiede un nuovo modello. La richiesta è riproposta anche per Cassino. Ma il governo non riesce a incontrarsi con Marchionne per conoscere quale futuro avrà la Fiat in Italia. «I vertici Fiat stanno prendendo per i fondelli i lavoratori e gli italiani» commenta Paolo Ferrero, segretario del Prc. Per Cesare Damiano (Pd) il governo deve ormai fare sentire la propria voce «e riferire in Parlamento». ©RIPRODUZIONE RISERVATA