Nuova tempesta tra democratici e Zaniboni

«Minaccia pesantissima». «Macché, una bufala che fa comodo a qualcuno». L'ultima tempesta tra Antonino Zaniboni e i democratici scoppia attorno a una dichiarazione graffiata al microfono durante l'ultimo consiglio comunale, l'altro ieri. Un giallo di mezza estate che increspa il dibattito e riverbera la polemica dal municipio a Palazzo di Bagno. «Zaniboni ha dichiarato che ci farà perdere ancora il Comune» riferiscono i consiglieri del Pd. «Mai detto, lo dimostrerò attraverso i verbali» replica lui stizzito. Confermando, però, l'attacco ad Andrea Murari, già capogruppo del Patto nuovo e adesso segretario cittadino del Pd, sempre alla presidenza della commissione statuto. «La prima regola di moralità della politica è il rapporto tra il consenso e l'esercizio del potere - ripete Zaniboni - A Murari calzano le parole indirizzate da Bersani a Villari, il presidente della commissione di vigilanza della Rai passato armi e bagagli dal Pd al Pdl. Un esempio di malcostume politico da denunciare all'opinione pubblica». Detto altrimenti, «un ladro di voti» (accusa scandita in aula). Lui, Murari, non si scompone e si dice impermeabile alle offese personali: «Zaniboni può insultarmi finché vuole». Da segretario del Pd, però, s'accende di una rabbia fredda, politica. «Com'è possibile che il presidente di Comunità e Territori, nostro primo alleato nel governo della Provincia, ci minacci così in Comune? È un ricatto che non può stare in piedi e di cui qualcuno dovrà rispondere». A rincarare la dose interviene anche Giovanni Buvoli: «Come capogruppo del Pd in consiglio comunale e membro della segreteria cittadina del partito, chiedo conto a Zaniboni della sua grave affermazione rispetto alla volontà di far perdere nuovamente il centrosinistra a Mantova. Dichiarazione pesantissima che apre un problema politico serio». Zaniboni, però, insiste a smentire, si cuce addosso la definizione di «democratico in volontario esilio» e rovescia la lettura politica, individuando nella Provincia un modello da irrobustire e replicare. «L'impegno del Patto nuovo è orientato a costruire per il futuro una grande coalizione con un grande sindaco che rappresenti l'incontro delle forze innovative del centrosinistra con le rappresentanze delle voci della comunità mantovana. È necessario un recupero della moralità politica». Moralità che Zaniboni disconosce a Murari e quindi, verbale o meno, la falla politica c'è. E pure bella larga. Un pasticcio che increspa le acque e minaccia di annegare tutto il resto. Anche il nodo della commissione antimafia, naufragata negli allegati all'ordine del giorno del consiglio comunale. «Questo centrodestra ha voluto rinviare nuovamente il confronto e le decisioni. Deve essere chiaro che su questo punto, non sul nulla, non molleremo» promette il segretario provinciale del Pd, Massimiliano Fontana.(ig.cip)