Quando Simonazzi correva in azzurro

MANTOVA Ada Turci è stata la prima donna mantovana in gara alle Olimpiadi di Helsinki 1952 nell'atletica leggera, non però la prima atleta mantovana in assoluto che partecipava ai Giochi tra piste e pedane nella regina degli sport che sotto la fiaccola olimpica si esalta. La storia dello sport di casa nostra ci riporta infatti altri personaggi da non dimenticare. Si incomincia dal 1920, Olimpiadi di Anversa: nella formazione azzurra poteva entrare Agide Simonazzi, 24 anni, nato a Roverbella emigrato presto a Milano, velocista di qualità su doppia distanza. Scendeva in pista nei 400 metri, terzo in batteria: faceva segnare un 52"3 molto vicino al 53" che faceva passare il turno, comunque lontano dal 49"6 dell'inglese medaglia d'oro. Ci riprovava negli 800 metri, quinto in batteria, 1'58"9, quando il solito britannico vinceva l'oro con 1'53"4. Morì a Monza nel 1951. Mantovano (nato a Villa Poma nel 1896, morto ad Ostiglia nel 1961) Oprando Bottura, studente universitario a Bologna, dove gareggiava per la Virtus, aveva già vinto il titolo italiano di giavellotto nel 1919 e nel '20. Naturale quindi che venisse selezionato per Anversa: con gli allora fenomeni finlandesi non ce n'era per nessuno e Oprando arrivava a 42,70, cioè 17º, contro gli oltre 63 metri dei finnici, monopolizzatori del podio. Bottura, laureatosi in ingegneria, vinceva il titolo tricolore del peso nel 1922 ma sarebbe rimasto nello sport, come presidente del comitato mantovano della Federazione di atletica leggera durante gli anni '30. Passavano 16 anni e la Germania hitleriana accoglieva l'Olimpiade 1936, edizione dei primati: 50 Paesi, 4069 atleti e tra loro, in azzurro, lo studente Giovanni Cantagalli, nato a Mantova nel 1914. Ingegnere del Genio Civile, aveva il fisico del lanciatore e, come martellista, era stato tricolore vincendo il titolo nazionale consecutivamente dal 1935 al '38. Chiamato per 7 volte in azzurro, poteva vivere l'emozione dell'Olimpiade, peraltro senza farsi illusioni. La sua misura di metri 47,28 lo fermava al 15º posto, contro i 54,69 del vincitore tedesco. Con risultati meno importanti, gareggiava nel disco e nel peso fino al 1940. Laureatosi in medicina, emigrava a Panama. Renzo Dall'Ara ©RIPRODUZIONE RISERVATA