Santa Barbara ora farà scuola

di M.Antonietta Filippini wMANTOVA Lo spettacolare salvataggio del campanile di Santa Barbara è stato un intervento pilota post terremoto, ideato e realizzato per la prima volta proprio a Mantova. Svolto in tempi record dai vigili del fuoco con la sovrintendenza ai beni architettonici di Brescia, è stato spiegato ieri in seminario su invito del vescovo di Mantova, Roberto Busti. Santa Barbara, basilica dei Gonzaga, è infatti l'unica parte della reggia non demaniale ma di proprietà della diocesi. C'erano il direttore regionale del ministero per i beni culturali e ambientali Caterina Bon Valsassina e la sovrintendente ai beni artistici di Brescia-Cremona-Mantova, Giovanna Paolozzi Strozzi, i cui uffici si trovano proprio sotto il campanile di Santa Barbara, il comandante dei vigili del fuoco di Mantova Danilo Pilotti e il responsabile del Nucleo coordinamento opere provvisionali dei vigili del fuoco Mauro Caciolai, l'architetto Marco Fasser della sovrintendenza ai beni architettonici (sede a Brescia), progettista e direttore lavori dell'intervento e l'ingegner Alberto Moretti dell'università di Udine, strutturista esperto in danni sismici consulente del Nc- vigili del fuoco. Rappresentato il mondo politico e culturale mantovano - gli assessori provinciale Zaltieri e comunale Chizzini, il consigliere regionale pd Pavesi - oltre alle autorità militari. Il vescovo, che è sembrato guidare con saggezza una cabina di regia, ha posto l'attenzione su Mantova. Per fortuna, ha aggiunto Bon Valsassina, il capolavoro del Mantegna ha subito lesioni minime. Altrimenti ne avrebbe parlato il mondo, come per le volte crollate ad Assisi con gli affreschi di Giotto, che lei fece ricostruire dirigendo l'Istituto centrale di restauro. Insomma bisogna mobilitarsi per restaurare e riaprire completamente Palazzo Ducale e parlarne di più anche se si è scampato il pericolo maggiore. Palazzo Ducale ha rischiato grosso. C'era il pericolo che cadendo una massa di 90 tonnellate - la ghirlanda con la cupola del campanile di Santa Barbara - potesse sfondare la basilica o chissà quale parte della reggia che la circonda su tutti i lati. La direzione regionale del ministero dei beni culturali ha quindi deciso di finanziare un intervento di somma urgenza per la messa in sicurezza. Alla seconda scossa del 29 maggio, crollò frantumandosi a terra il lanternino (o edicola), dopo aver sfondato la balaustra del campanile e un tetto di Palazzo Ducale. Si era anche aperta una fessura di ben 10 cm nel muro sopra un arco della ghirlanda. E sia le colonnine di marmo che caratterizzano l'elegante ghirlanda, sia i muri interni che reggono la cupola, sotto la spinta ondulatoria si erano spezzati alla base, piegandosi su un lato, come un tavolo con le gambe storte. Tutta la ghirlanda con la cupola, quindi avrebbe potuto cadere per una nuova scossa di terremoto o, in futuro, anche spontaneamente. Sono quindi intervenuti i vigili del fuoco dei gruppi Saf - speleo alpinistico fluviale di Lombardia e Valle d'Aosta in grado di operare su lesioni ad altezza tra i 46 e i 56 metri, sospesi con imbragature a funi appese al bozzello retto da una gru col braccio lungo 108 metri. Nel manuale Stop del Ncp ci sono le schede di interventi per l'emergenza quando non c'è il tempo di eseguire tutti i calcoli. Ma un caso come quello di Santa Barbara non è contemplato. Così si è sperimentato. Ripristinata la sicurezza dell'arco crepato con una centina in legno, la ghirlanda è stata cerchiata in più punti, fasciandola senza stringere. Così non si aprirà. Poi con i tubi giunti (quelli da ponteggi) sono state creati a terra 8 tralicci, portati su e montati dietro le 8 doppie colonnine per sostituire gli elementi verticali divelti. In questi giorni si sta finendo di collocare una incastellatura esterna con 4 contrafforti poggiati sul tetto della torre. Un lavoro ideato da Fasser con l'ingegnere dei vigili del fuoco e Moretti e che solo l'eccezionale capacità di lavorare sospesi dei vigili Saf ha permesso di mettere in opera. Ora il campanile può resistere a nuove scosse come quelle del 20 e 29 maggio (forse anche superiori), e soprattutto - quando il terremoto si sarà finalmente placato - la speciale opera provvisionale consentirà il restauro in sicurezza, con i normali ponteggi. I tubi giunti, ha spiegato Moretti - sono più leggeri di altri materiali e anche in caso di sfilamento scaricherebbero una notevole energia altrimenti distruttiva. Il caso pilota di Santa Barbara aveva come obiettivo primo la sicurezza di chi lavorava su una struttura pericolante sottoposta a continue nuove scosse.