SISMA»REPORT PEGOGNAGA

di Francesco Abiuso wPEGOGNAGA Almeno cinque priorità: le scuole, gli sfollati, gli edifici comunali inagibili, le attività produttive colpite, le chiese da risistemare. E una minaccia incombente: la fine delle risorse. Pegognaga, fra i Comuni mantovani più colpiti dal sisma, è già nella fase due dell'emergenza. Seduto nel municipio che, per fortuna, non è stata toccato dalle scosse, il sindaco Dimitri Melli fa il punto della situazione: «Il municipio è indenne, ma il teatro Anselmi ha il controsoffitto che sta in piedi per miracolo. Pure il centro culturale Bottardi Milani ha diversi problemi nella torre». Ma l'elenco degli edifici pubblici danneggiati non è purtroppo finito: ci sono le due scuole elementari, irrecuperabili a detta di molti. Ma anche la media e l'asilo hanno dei danni, pure se più lievi. E il bocciodromo. A una prima stima, solo per gli immobili comunali, il danno si attesta «sui dieci-dodici milioni». Collegata alla condizione disperata delle due elementari, ecco l'emergenza scuola. Come fare in modo che il servizio riprenda a settembre, che gli alunni possano tornare sui banchi? Per le elementari, che sono off limits, il piano del sindaco prevede l'arrivo di container che ospiteranno le classi. Costo, circa 400mila euro all'anno. Non certo una piccola spesa. Melli è preoccupato anche per asilo e la media: «In questi altri edifici i danni sono stati contenuti, ma ci sono. Per essere in grado di ripartire con il prossimo anno scolastico, dobbiamo muoverci subito». Un'altra grande questione della fase due è dare sistemazione agli sfollati. Ci sono ancora, anche se la tendopoli è chiusa da venerdì. Lo dicono le stime ufficiali: 214 persone, pari a 76 famiglie, non possono rientrare in casa propria. Dove sono, ora? Qualche sfollato vive in tenda: lo abbiamo visto nelle campagne, dalla località Viola Camatte alla frazione di Polesine. Ma la maggioranza di loro, assicura Melli, è sistemato o da parenti o in una casa in affitto. Naturalmente, si tratta di soluzioni temporanee che dovranno cessare a breve. A chi ha la casa inagibile spetta il contributo di cento euro euro al mese (massimo 600 euro a famiglia), stanziato dalla protezione civile. Ma a questo aiuto nazionale si aggiunge l'assistenza dei servizi sociali del Comune che, dice Melli, « qui a Pegognaga è sempre stata di alto livello». I servizi sociali valutano caso per caso, individuando soluzioni mirate sulle esigenze della persona. Grazie all'opera dei dipendenti («che voglio ringraziare pubblicamente per la loro disponibilità: hanno lavorato anche in orario notturno» dice Melli), il Comune è alla ricerca di soluzione. Ma di fronte a tutte queste emergenze da tamponare, si scontra con la penuria di fondi nelle casse, aggravata dai vincoli al Patto di Stabilità e dal mancato introito dell'Imu causa moratoria fiscale di cui Melli, tra i primi, mise in evidenza l'effetto boomerang: «Non scherzo mica, quando dico che, senza Imu, non so come riuscirò a pagare i dipendenti. Andiamo avanti con le anticipazioni di cassa. E quanto al Patto di stabilità, lo sforiamo solamente con i 280mila euro più Iva necessari per la messa in sicurezza degli edifici. Ma come faccio a rispettare un obiettivo di bilancio pari a 600mila euro come saldo attivo? ». I timori non sono legati solo alla penuria di fondi: Pegognaga è tra i 14 Comuni a rischio sismico in cui sarà obbligartoria entro sei mesi la certificazione di agibilità sismica. Dovere che, se non cambiano le disposizioni contenute nel decreto legge, ricadrà su tutte le attività produttive, dalle aziende agricole alla fabbriche: «Si rende conto che io, tra sei mesi, potrei essere costretto a bloccare l'attività delle mie aziende? Ci mancherebbe solo questo. Con l'agricoltura e la produzione di formaggi che già sono state duramente colpite. Con le latterie che hanno 200mila forme ancora a terra». Quanto alle chiese, non ce n'è una che sia agibile. Il Comune sistemerà quella di San Lorenzo che è monumento ai Caduti, per il resto tocca alla Curia. La messa, per ora, la si dice nei parchi e nel campo sportivo.