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di Francesco Abiuso wGONZAGA La sua scrivania è sempre ingombra di ordinanze da firmare. Che si tratti di inagibilità parziali o totali, poco importa. L'impiegata bussa alla porta e lascia quei fogli pinzati sotto i suoi occhi. E allora Claudio Terzi, sindaco di Gonzaga, recupera una penna e non lesina certo la propria firma. «Ecco, con questa siamo a 224 ordinanze. Frutto di circa 700 verifiche su edifici che abbiamo portato a termine grazie all'aiuto dei vigili del fuoco e alle squadre di geometri volontari. Per fortuna almeno la fase delle verifiche è quasi terminata». Ma altri fronti dell'emergenza, invece, sono tutt'altro che chiusi. Il prossimo passo? La chiusura del campo di accoglienza. Ma anche il trasloco del Comune in un luogo più sicuro. Iniziamo dal campo sfollati: «Ieri sera (martedì, ndr) avevamo ancora 147 persone rifugiate – dice Terzi – .Dormono nelle tende che ci hanno prestato i militari del Quarto missili, o nelle otto dateci dagli scout dell'Agesci. Il cibo non manca, perché abbiamo fatto una grande spesa, e arrivano spesso aiuti. Ma il campo deve chiudere, e la gente che ci dorme pur avendo un'abitazione agibile, deve convincersi a tornare a casa. Direi che stiamo parlando di almeno una quarantina di persone. Per gli altri, sfollati davvero, troveremo sistemazioni alternative. Ci stanno arrivando offerte di alloggi anche dalla Casa del Sole». A doversi aggiungere alla lista degli sfollati, però, ora è lo stesso Comune: «I piani alti del municipio sono già off limits – spiega Terzi– al momento noi ci siamo trasferiti al piano terra, ma dalla prossima settimana sposteremo tutti gli uffici nei container che ci sono stati messi a disposizione o abbiamo dovuto affittare». L'ufficio tecnico, per dire, starà in uno scatolone di plastica e metallo collocato lungo via Roma. Si procede giorno per giorno, problema dopo problema: «La mia paura è che, finita l'attenzione dei media, ci lascino da soli». Terzi, che pure ha l'aria del ragioniere, in molti casi ammette di non avere la minima idea di quanti soldi bisognerà spendere per la lunga serie di interventi. Né, soprattutto, da dove salteranno fuori, ora che pure la sospensione dei rifiuti ha l'effetto boomerang di togliere entrate agli enti locali terremotati. Il decreto legge appena varato non rasserena gli animi: «Ma com'è possibile che lo sforamento massimo dal Patto di stabilità sia di cinque milioni per tutti i Comuni mantovani? Qui ne servirebbero cinque a testa. Se abbiamo i soldi in cassa, fateceli spendere. Altrimenti, come faccio a garantire la riapertura delle scuole? Ho visto che il decreto prevede delle risorse per risistemare le scuole. Bravi a inserire gli istituti scolastici tra le priorità. L'unica cosa che non vedo è la cifra stanziata». Già, al di là delle attività produttive (vedi caseificio Venera Vecchia), delle chiese (da Gonzaga a Palidano alla povera Bondeno), della Torre delle Prigioni a un passo dal municipio (una crepa la attraversa da capo a piedi), la vera priorità è proprio la scuola: «Nessun problema per il nido comunale, né per le materne. Quello che mi preoccupa sono le elementari di via Virgilio. Dovremo di certo rivedere la distribuzione degli spazi, magari puntando sul nuovo edificio in costruzione per le medie». Con Terzi passeggiamo per via Roma, quando lo chiama la signora Ida, che siede addossata alla propria abitazione: «Sindaco, noi siamo tornati a casa, perché non ha problemi. Ma la sera vado a dormire altrove. Qui non c'è ancora nessuno e io ho paura». Racconta le proprie ansie, la donna, ma anche la voglia di normalità. Terzi le fa forza, vorrebbe darle speranza: «Grazie sindaco. Certo che lei una cosa simile non se la meritava». E se Gonzaga è messa male, a piangere sono soprattutto le frazioni. Palidano, che aveva appena restaurato il campanile e ora se lo vede in pericolo, e soprattutto Bondeno, vera ghost town. Un primo segnale di vicinanza del capoluogo nei confronti della frazione sarà il consiglio comunale aperto che, in forma straordinaria, si svolgerà domani in piazza IV Novembre proprio a Bondeno (ore 20.30).