La Borsa affonda, poi recupera

di Andrea Di Stefano wMILANO Salvati sul finale solo dall'attesa di un nuovo intervento della Fed a sostegno dell'economia Usa, i mercati hanno evitato per un soffio un nuovo tonfo con lo spread che si è pericolosamente avvicinato alla soglia dei 500 punti. Nel finale Piazza Affari ha recuperato e chiuso la giornata di Borsa a -0,70% (comunque la peggiore d'Europa dopo Lisbona -0,72) ma a meno di un'ora dalla chiusura, l'indice della piazza finanziaria italiana era arrivato a perdere il 2%, dopo la decisione di Fitch di tagliare il rating di 18 banche spagnole, dopo il declassamento del debito della Spagna del 7 giugno, e l'annuncio: «Tutte le tripla A dell'Eurozona sono a rischio». Le altre Borse europee hanno chiuso in maggioranza sopra la parità: Madrid (+0,09%), Parigi (+0,14%), Amsterdam (+0,21%), Bruxelles (+0,32), Francoforte (+0,33), Londra (+0,76) e Zurigo (+0,83). Intanto a New York il Dow Jones guadagnava a metà seduta lo 0,83% e il Nasdaq lo 0,60. Milano anche ieri è stata penalizzata dai titoli bancari, che hanno sofferto l'esposizione in titoli di Stato Italiani (cresciuta di 95 miliardi di euro a 294 miliardi nel 2012): ormai è chiaro che i 100 miliardi annunciati dalla Ue per mettere in sicurezza le banche spagnole invece di porre un argine alla speculazione l'hanno alimentata anche per le dichiarazioni sempre più drammatiche dei vertici delle istituzioni monetarie. Il direttore del Fondo monetario internazionale, Christine Lagarde ha indicato che ci sono «meno di tre mesi per salvare l'euro» e inevitabilmente lo spread è arrivato a toccare un massimo di 486 punti per chiudere, poi, a 470,90, poco sotto il livello di lunedì quando si era attestato a 471,38. Un brivido, pensando che uno spread a 490, conrendimenti al 6,25% come quelli rivisti ieri, costerebbe al nostro Paese 50 miliardi. Quasi fuori controllo, invece, il differenziale del Bonos decennale spagnolo che ha toccato il nuovo record a 537 punti portando i rendimenti al 6,80% il nuovo massimo assoluto dal 1997. L'incognita sulle elezioni greche sta facendo tornare la paura sulla tenuta del debito italiano. Monti punta molto sull'incontro di oggi con il ministro delle finanze tedesco Schaeuble