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MANTOVA Dante Micheli è scomparso domenica a 73 anni. Il suo nome è legato a più di 40 anni di storia del Mantova e moltissime sono state le attestazioni di cordoglio, fra le quali quella del Mantova Fc e della Fiorentina che ha inserito un ricordo del suo ex giocatore sul sito Viola Channel. Anche l'ex tecnico del Mantova Rino Marchesi ha inviato le sue condoglianze. Stagione 1955-56, Mantova-Forlì: i cronisti annotavano il nome del numero 11 del Mantova, Micheli, che al 62' segnava il suo primo gol. Quel ragazzo aveva 17 anni ed a ricordarlo sono i testimoni di quella avventura, in Quarta Serie, che gli rivolgeranno l'ultimo applauso, oggi alle 9.45, nella basilica di Sant'Andrea. Indossavano la maglia biancoceleste e vivevano le emozioni di giocare in uno stadio, loro che venivano dal campetto di Sant'Egidio o dalla provincia. Dante, di gol, ne avrebbe poi fatti tanti altri «perché era forte - ricorda William Negri – in una squadra di giovani ma si capiva già che sarebbe andato avanti. Me lo sono trovato anche avversario dopo; io in porta del Bologna, lui mediano della Fiorentina…». Il calcio mantovano conserva un suo mito, il Piccolo Brasile e si può ben comprendere la commozione di Gustavo Giagnoni, bandiera biancorossa: «Ci ha lasciato un altro di quella straordinaria squadra – è il ricordo del Giagno – e con Dante non solo ho vissuto con le emozioni in campo ma ritrovandolo come giocatore quando allenavo il Mantova, tra il 1968 e il 1971. Zenesini voleva cederlo, ma io mi opposi e fu un bene. E' uno fra quelli che mi hanno aiutato maggiormente nel mio lavoro». Affranto Ugo Tomeazzi, giocatore e allenatore: «Una fine troppo improvvisa. Quindici giorni fa dovevamo andare a Bagnolo per presentare il libro-biografia di Gustavo Giagnoni e ha telefonato che non poteva esserci. Nessuno poteva pensare al peggio. Fu un mio compagno di squadra dal 1967 fino al 1972 ed il rapporto si è esteso anche alle famiglie. Sono particolarmente vicino ai suoi cari, nel ricordo di un amico vero, del quale apprezzavo la serietà, la fermezza di carattere che poteva impegnarci in discussioni anche vivaci ma che raramente lo spostavano dalle sue convinzioni. Doti che lo facevano apprezzare, conoscendolo bene». Come compagno di squadra e direttore sportivo, ecco il ricordo di Franco Panizza: «Una notizia lancinante, Dante era unico. Una persona correttissima, onesta e persino ingenua. E' un grande dolore, sono vicino alla famiglia». Il ricordo che Dante calciatore ha lasciato di sé trova conferma anche da Violachannel, sito dei tifosi della Fiorentina: non dimenticano il "Leone di Ibrox", che nel 1961 vinse la Coppa delle Coppe all'Ibrox Stadium con i Glasgow Rangers. Nello stesso anno, i viola avevano vinto la Coppa Italia.