Camera ardente in seminario per l'ex rettore

MANTOVA Dopo la morte ieri alla casa di cura San Clemente, la camera ardente è stata allestita nella chiesetta interna al seminario vescovile, dove ieri sera alle nove è stato celebrato il rosario. Camera ardente al seminario, perché monsignor Volta, dopo avervi insegnato a lungo Teologia, ne è stato per anni rettore. Ultima tappa del suo percorso ecclesiastico nella terra d'origine. Da lì, infatti, divenne assistente spirituale alla Cattolica di Milano, quindi vescovo di Pavia. A celebrare il rosario, ieri sera, è stato il nipote, omonimo, don Giovanni Volta, parroco di Castellucchio. Una cerimonia intima, tra i famigliari, i tanti nipoti, a cui ha preso parte anche il vescovo emerito di Mantova, nonché grande amico, monsignor Egidio Caporello. Da quando aveva lasciato, per raggiungimento dell'età, la diocesi di Pavia, monsignor Volta si era ritirato nella casa di famiglia a Gazoldo. «Ma non aveva mai rinunciato alla sua missione - ci racconta il nipote, don Giovanni - era sempre attivo, celebrava cresime sia a Pavia che a Mantova, praticava esercizi spirituali. Finché la salute gliel'ha concesso, è sempre stato tra la gente». «Ma di lui io ho più che altro un ricordo privato, era il fratello di mio padre ed eravamo molto legati. Lui ci teneva molto a tenere unita tutta la famiglia, a fare in modo che restassimo sempre tutti in contatto». A settembre le prime avvisaglie di una pancreatite che, dopo alcuni mesi di cura, a Natale sembrava in via di miglioramento. Invece nelle ultime settimane, i disturbi si sono riacutizzati, fino a togliere a monsignor Volta ogni forza.