Acqua, l'inganno di chi non accetta la decisione popolare

FUORISACCO Fraintendimenti o memoria corta? Ci stiamo riferendo alla vittoria referendaria di giugno, che ha sancito in modo chiaro e inequivocabile, a larga maggioranza, la richiesta di una gestione pubblica dell'acqua. I cittadini italiani sapevano esattamente ciò che stavano facendo, tanto da superare ogni tipo di ostacolo posto sul percorso dell'espressione democratica. Nonostante questo, da mesi, assistiamo a tentativi di ogni genere per negare ciò che è avvenuto, cercando spesso di reinterpretare il significato del voto, pensando forse che quegli stessi cittadini, magari esasperati dall'aria di crisi, dimentichino le ragioni della loro scelta. Lo stanno facendo ministri, segretari e sottosegretari; abbiamo sentito dire addirittura che il voto sarebbe stato estorto con l'inganno. L'unico inganno è quello di chi non vuole accettare la decisione popolare, l'inganno che ora sembra voler mettere in atto l'attuale Governo, con pesanti provvedimenti di legge che, se si dovessero concretizzare, porteranno all'eliminazione della parola "pubblico" dall'intero scenario sociale, acqua compresa. È necessario ribadire che non possono esserci dubbi al riguardo: non si può mettere in dubbio l'intelligenza di 26 milioni di cittadini hanno votato per l'affermazione dell'acqua come bene comune e diritto umano universale e per la sua gestione partecipativa senza logiche di profitto. E non si può utilizzare come espediente la precipitazione della crisi economico-finanziaria e del debito. Anche ai nostri consiglieri e assessori provinciali, che si apprestano a delineare le linee guida della nuova Azienda Speciale che si dovrà occupare del sistema idrico integrato, non possiamo che ribadire la nostra richiesta di rispetto di quella volontà, espressa in modo assolutamente trasversale anche della maggioranza dei cittadini mantovani. Ciò che abbiamo sentito nella riunione di martedì 10 gennaio scorso ci ha lasciato alquanto perplessi. Chiediamo ai consiglieri provinciali solo di essere effettivamente responsabili rispetto al mandato ricevuto; chiediamo di non cercare di reinterpretare ciò che i cittadini hanno così chiaramente sancito! Abbiamo bisogno di amministratori che diano indicazioni su come l'apparato tecnico si deve muovere, non di burocrati che giocano con le parole. Comitato Acqua Pubblica Mantova