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Fincantieri, la protesta «Passera riapra il tavolo»

GENOVA Sono stati i cassonetti in fiamme e i fumogeni a svegliare all’alba gli abitanti di Sestri Ponente, quelli che vivono vicino allo stabilimento Fincantieri. In questo modo, gli operai dello storico cantiere navale - per i quali la riorganizzazione del Gruppo prevede 24 mesi di cassa integrazione - hanno voluto far sapere che l’incontro dei sindacati con il ministro Passera sul futuro del cantiere era andato male. «Molto male» dicono quelli della Fiom, tanto che il sindacato dei metalmeccanici della Cgil ha dichiarato otto ore di sciopero generale per il mese di gennaio. Così, dopo una notte passata sul pullman che li riportava a Genova da Roma, i lavoratori si sono rimessi in corteo: alcune centinaia di operai, molti quelli dell’indotto, hanno marciato verso l’autostrada. Casello di Genova Aeroporto: un cordone di poliziotti a difendere l’autostrada, il buon senso della Fiom e l’opera della polizia che hanno fermato il corteo a 10 metri dalle forze dell’ordine. Un presidio durato più di un’ora, con il sindaco di Genova Marta Vincenzi dietro lo striscione. «La città - ha detto Vincenzi - va verso lo sciopero generale, perchè questo è stato un attacco frontale nei confronti di Genova» e rivolgendosi agli operai ha aggiunto: «Salviamo Genova, salviamo l’Italia attraverso Genova. Bisogna andare fino in fondo a questa vicenda». In serata, la prima cittadina del capoluogo ligure, insieme ai vertici delle altre istituzioni locali, ha scritto una lettera a Passera per chiedere la riapertura del confronto. Intanto, il Pd con Michele Meta chiede l’audizione dell’ad di Fincantieri Bono in Parlamento. Critica invece la presa di posizione del sindaco di Genova la Uilm, mentre Confindustria Genova difende l’accordo separato, definito «il migliore possibile». Anche Palermo risponde alla chiamata della Fiom: mille operai hanno partecipato prima all’assemblea convocata dalle rsu poi hanno dato vita a un corteo che ha percorso, e bloccato, via della Libertà, asse principale del centro cittadino, fino alla sede della Prefettura dove era prevista la riunione sulla vertenza che vede protagonisti la Regione siciliana, i vertici del gruppo Fincantieri e i rappresentanti sindacali. Anche nello stabilimento di Marghera, sciopero e volantinaggio: i lavoratori sono scesi lungo l’arteria che collega la terraferma al centro storico veneziano, provocando disagi al traffico cittadino. Ma è Sestri Ponente che tiene in mano il timone della protesta contro l’accordo separato firmato da Fim, Uilm e Ugl e soprattutto contro quella che ritengono essere la linea Fincantieri: due anni di cassa integrazione e zero futuro per uno stabilimento che ha fatto la storia di Fincantieri e di un’intera città.