ARCHIVIO la Gazzetta di Mantova dal 2003

Senza Titolo


PARCHEGGI
C’è anche lo spazio “Rosa”
nei programmi del sindaco

 Ho letto con attenzione la lettera pubblicata nella rubrica Il caso dal titolo “Niente sosta e io vado altrove” della Gazzetta di ieri e trovandomi in linea con la sig.ra Marianna Tanadini volevo segnalare che nelle linee programmatiche comunali del 2010-2015 del sindaco Nicola Sodano è previsto finalmente spazio denominato “Rosa” nelle aree di parcheggio per agevolare le mamme in attesa o con bambini piccoli.
Catia Badalucco Consigliere Comunale PDL Commiss. Pari Opportunità

COSA RESPIRIAMO
Se l’ambiente
perde le sue sentinelle

  Su Repubblica ho letto l’articolo di Ivan Berni “L’ambiente ha perso le sentinelle”. Il giornalista informava che i tecnici dei controlli Arpa lombardi ora non hanno più l’obbligo di riferire alla magistratura reati ambientali ma soltanto il dovere di relazionarne al loro superiore gerarchico. Le implicazioni di tale cambio di rotta paiono ovvie In una città come Mantova dove sono tuttora in corso i processi Montedison, dove si convive con la Ies, dove credevo essere alta la sensibilità ambientale tale notizia mi sembrava degna di un commento. Mi indigno per niente? Non è vero? Non ho capito?
Renata Mortari

DESTRA E SINISTRA
Mi indigna la ricchezza
ottenuta in modo disonesto

 Cara Gazzetta, vorrei portare alcune riflessioni a seguito della lettera di Nicola Bianchera (cons. com. PdL Suzzara) pubblicata il 14/1. Sono nato a Suzzara figlio di mantovani che hanno subito l’umiliazione dell’immigrazione in quel di Milano nei primi anni ’60 (sì, perché anche noi mantovani siamo stati a migliaia degli immigrati andando a coprire i lavori più umili, non dimentichiamolo).
 Mio padre operaio metalmeccanico è stato in quegli anni licenziato per rappresaglia in quel di Suzzara, poiché portava in fabbrica documenti e quotidiani di sinistra ed era iscritto alla Fiom, dai quei datori di lavoro a cui aveva contribuito a salvare le fabbriche durante la Resistenza partigiana. Questi sono stati i sindacalisti parolai che hanno dato con grandi sacrifici personali dignità e rispetto a migliaia di persone nel mondo del lavoro. Molti degli amici di mio padre hanno subito la stessa sorte in quei tempi, ma avevano un solo torto: la dignità e l’onestà delle persone umili e giuste.
 Bianchera si indigna poiché a suo dire persone di sinistra hanno il portafoglio a destra. Ma cosa ha sperato in tutta la sua vita, che le persone di sinistra fossero tali e che potessero esistere solo perché avevano le pezze ai fondelli, o che un sindacalista per sentirsi tale dovesse subire la sorte di mio padre e dei suoi compagni? La storia, lo sviluppo e le conquiste nel nostro Paese non le insegnano niente? Un imprenditore o un dirigente d’azienda non può avere idee progresiste? Si legga la vita di Adriano Olivetti. Forse lei ha dimenticato i sacrifici delle famiglie più povere, semplici, anche e specialmente di sinistra per dare la possibilità ai propri figli di avere nello studio e poi nel lavoro un riscatto sociale, oppure per lei e quelli del suo partito alleati compresi (leggi Lega) questo vale solo per i figli dei figli o amici degli amici.
 Forse lei dimentica la frase detta dall’on. Berlusconi in un confronto con il prof. Prodi. Gli disse: “Vuole mettere la differenza tra un figlio di un avvocato e un figlio di un operaio”. In quella frase c’è tutta la cultura del PdL che lei rappresenta. Vada a vedere e viva con le donne, gli uomini e la gente comune che popola questa sinistra (leggi Volontariato, Associazioni etc.), a Suzzara non le sarà difficile, senza chiedere niente in cambio semplicemente per avere un’Italia più giusta e onesta, non si limiti all’esteriorità. Non mi indignano le Porsche o le borse Gucci o le vacanze in montagna se sono frutto di un onesto lavoro, mi indignano solo le persone che ottengono questo con comportamenti disonesti!
Lino Salomoni
IL CASO FIAT
Solidarietà dalla Fiom Ies
No al gioco al ribasso

 Siamo solidali con tutti i lavoratori della Fiom rispetto alle ultime vicende legate alla Fiat e in specifico all’accordo Mirafiori. Marchionne, con la complicità politica del ministro Sacconi e del suo governo, dietro il paravento delle conseguenze della globalizzazione, ci trascina in una giungla di mercato dei lavori il cui obiettivo unico è la demolizione della legge 300 e dell’accordo del ’93 e puntano a sovvertire la rappresentatività sindacale in tutti i contratti nazionali. L’effetto sarà un acuirsi di diffuse tensioni e squilibri sociali. Il cosiddetto effetto Marchionne va evitato. La prospettiva di un nuovo Medioevo del lavoro millantata come futuro di crescita, va respinta senza se e senza ma. Subito si deve ritrovare la strada di corrette relazioni industriali.
 Anche noi qui in raffineria non ci sentiamo protetti da questo pericolo. Non tanto per aver riscontrato incoerenza nella nuova gestione, ma per quelle pressioni politiche che “inquinano” il sistema economico italiano e che di fatto agevolano le aziende a non assumersi quella responsabilità sociale oramai imprescindibile nel fare seriamente impresa. Nel nostro settore, come lo è stato per la Tamoil di Cremona, il rischio che si proceda a scelte socialmente insostenibili, licenziamenti unilaterali e totale disinteresse all’ambiente come bene pubblico (negazione di diritti costituzionalmente stabiliti), in nome solo del profitto, deve essere allontanato.
 E’ un diritto e noi pensiamo anche un dovere di ogni lavoratore difendere ad oltranza le leggi e gli accordi nazionali assieme ai diritti di rappresentanza.
 Per questo solidarizziamo con lo sciopero indetto dalla Fiom Cgil il 28 gennaio e auspichiamo una forte partecipazione da parte di tutti coloro che non si rassegnano a un gioco al ribasso delle proprie garanzie e tutele sociali.
 All’orizzonte non c’è nulla di nuovo, ma tutto di antico; c’è solo un’economia sempre più finanziarizzata e selvaggia che ruba ai poveri per dare ai ricchi, che di regolarsi o farsi regolare proprio non ne vuol sentir parlare! Lo stesso Tremonti ne è testimone quando afferma (quanto ingenuamente?), che, in questa crisi, si è lavorato per salvare le banche e che la situazione è tornata al punto di partenza. Quello stesso Tremonti che pronunciò la celebre e agghiacciante frase, a proposito della sicurezza sul lavoro, “...la 626 è un lusso che non possiamo più permetterci...”; essa è significativa della fase che dovremo affrontare tutti insieme. La responsabilità sociale dell’impresa in Italia è definitivamente defunta.
 Tocca a tutti noi pretenderne una nuova rinascita. Ed a certi sindacalisti, che scrivono tanto di ascolto, di ascoltarci veramente e di agire conseguentemente senza fregole di facili firme.
Il comitato iscritti Filctem CGIL Raffineria Ies

IN OSPEDALE
Razionalizzare i Punti nascita
Passo avanti, ma attenzione

 Accogliamo favorevolmente il piano di razionalizzazione dei Punti Nascita del Ministero della Salute, ma temiamo che solo una parte delle indicazioni sarà applicata perché porta subito risparmio di denaro trascurando le azioni che dovrebbero invece migliorare la qualità di questo settore della sanità. Il Documento della Raccomandazione del ministro Fazio, approvato a fine 2010 dalla Conferenza Stato-Regioni, è finalizzato soprattutto, per i diversi casi accaduti recentemente di mala sanità, a migliorare la formazione degli operatori, a favorire l’integrazione tra territorio e ospedale, a monitorare e verificare costantemente le attività, a adottare procedure di sicurezza, a mettere in atto protocolli diagnostici terapeutici condivisi ed altro.
 Speriamo che non succeda che le Regioni approfittino degli accorpamenti per effettuare solo risparmi in denaro e non siano messe in atto tutte le azioni stabilite nella Raccomandazione che penalizzerebbero il processo di razionalizzazione e vanificherebbero i miglioramenti qualitativi.
- Mentore Carra   Tribunale Diritti del Malato