13 dicembre 2010 —
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sezione: Attualità
ROMA. «Nessuno, compreso il presidente Obama, potrà fermare Israele se si sentirà minacciato nella sua esistenza». Silvio Berlusconi avvertì con queste parole il ministro della Difesa americano Robert Gates della possibile reazione di Tel Aviv in caso di minaccia nucleare da parte dellIran: secondo il premier italiano Israele, infatti, sarebbe pronta a colpire «forse addirittura con armi nucleari».
Le parole di Berlusconi sui rischi di conflitto in Medio Oriente sono una delle ultime rivelazioni dei cablogrammi di Wikileaks. I timori del primo ministro sono riportati in un documento datato 6 febbraio 2010 che riassume i contenuti della visita di Gates a Roma, pubblicato dal settimanale tedesco Der Spiegel. A Berlusconi preoccupato che il regime stia lavorando alla bomba atomica, Gates confermò le capacità israeliane: nel 2008, aerei militari arrivarono fino in Grecia percorrendo 842 km, mentre la distanza tra le basi israeliane e il reattore nucleare iraniano è di 840 km.
Dai file segreti emergono intanto altri dettagli sul giallo dellomicidio di Alexander Litvinenko, la spia russa assassinata quattro anni fa in Gran Bretagna con il polonio. Un documento del 26 dicembre 2006, citato dal Guardian, rivela che Mosca sapeva che a Londra cerano individui in possesso di sostanze radioattive ed era sulle tracce dei killer, ma le autorità britanniche rassicurarono i russi che tutto era «sotto controllo». Il report racconta di una cena a Londra, avvenuta due settimane dopo la morte della spia, tra lambasciatore per lantiterrorismo Usa Hnery Crumpton e il diplomatico Anatoly Safonov in cui questultimo avrebbe tra laltro lasciato intendere che la Russia non fosse «coinvolta nellomicidio». In un cablo pubblicato il 2 dicembre, al contrario, si lasciava intendere che lallora presidente Vladimir Putin avesse dato il via libera allomicidio.
Si è fermato, per il momento, il flusso di documenti sul Vaticano. Mentre il direttore dellOsservatore romano Giovanni Maria Vian parla di «punti di vista a cui non va dato troppo peso» e sottolinea che «molte volte le prese di posizione del Papa danno fastidio», interviene il capogruppo del Pdl alla Camera: secondo Fabrizio Cicchitto dai giudizi sulla Santa Sede emergere «il bassissimo livello di cultura politica» dei diplomatici Usa.
Per Julian Assange, fondatore di Wikileaks, si avvicina intanto il momento della decisione sullestradizione in Svezia. Ludienza è in programma domani, ma gli Stati Uniti, secondo il suo avvocato Mark Stephens, avrebbero già insediato un «gran giurì» per stabilire se le prove raccolte sono sufficienti a incriminarlo. Secondo il Sunday Times, inoltre, il governo americano starebbe cercando di convincere il soldato Bradley Manning, accusato di essere la «talpa» di Wikileaks,, a indicare Assange come complice per poterlo accusare di spionaggio.
Una speranza sembra arrivare da Stoccolma: il legale svedese dellhacker, Bjorn Hurtig, afferma di avere le prove che le due donne che accusano Assange hanno «obiettivi segreti» e «hanno mentito» per gelosia. Gli «hacktivisti» scesi in campo per Assange comunque si preparano: Anonymous ha annunciato di essere pronto a sabotare il siti del sistema giudiziario inglese nel caso in cui Assange fosse estradato, con il rischio di bloccare 5mila procedimenti.