Riciclare e rispettare Cosi progettiamo una casa selvaggia

La Maison Sauvage è un gruppo informale composto da due architetti, Luciano Aldrighi e Alessandro Zorzetto, due artisti, Francesca Modolo e Jacopo Toso e un antropologo, Luca Vivan. Ci occupiamo di architettura, ma anche d'arte, agricoltura, economia. una casa, dove tutto s'intreccia, differente da quella a cui siamo abituati a pensare, qualcosa di selvaggio che cresce nelle pieghe del presente, nei buchi dell'asfalto, come una pianta selvatica, tenace. Il nostro obiettivo è realizzare dei sistemi produttivi che durino nel tempo, che siano sostenibili, in grado di mantenersi con un basso input di energia. Utilizziamo gli scarti, le fonti rinnovabili, attenti sia all'etica che all'estetica del prodotto. Progettiamo l'insediamento umano imitando gli ecosistemi naturali, attraverso tecniche e materiali differenti diamo un tocco di colore a un'architettura troppo spesso grigia e monolitica, tutto questo e ancora di più. La Maison Sauvage non è solo un approccio alla costruzione di edifici, è anche una visione di spazi creati per godersi il proprio tempo, in sintonia con quello che ci circonda. Il bisogno di avere una casa è diventato un lusso, con strutture improponibili nei prezzi e nelle forme. Abbiamo bisogno di soluzioni concrete, alla portata degli strati sociali più svantaggiati, giovani precari, disoccupati, o cittadini provenienti dai paesi più poveri. La casa non è solo il luogo dove dormire, mangiare e guardare la tv, è l'ambiente dove cresciamo, giochiamo, ci confrontiamo con noi stessi e il mondo. La casa esce dalle sue quattro mura, diventa angolo di città da colonizzare, un piccolo giardino dove la gente smette di correre per iniziare a condividere, rispettando il più possibile gli ecosistemi naturali. Costruire, riciclare, ristrutturare, ma sempre con ricchezza di forme e colori. Abbiamo esposto queste idee durante la manifestazione idea 9mq con t-shirt serigrafate, borse e portadocumenti fatti con materiali di recupero, cuciti e decorati a mano da Jacopo e Francesca. Abbiamo parlato del lavoro di Luca che porta avanti forme di agricoltura sostenibile in America Latina. Abbiamo presentato i progetti di Alessandro e Luciano, studi di fattibilità per costruzioni a basso costo e basso consumo, case in paglia, legno e argilla o costruzioni prefabbricate ricavate da vecchi container, ma anche quelle che sono le nostre visioni dei luoghi dove interagire (piazze, strade, marciapiedi, etc.). Infine abbiamo esposto le tavole vincitrici del concorso Sunlab: for a creative outdoor, che ci ha permesso di produrre ed esporre JUMP! il prototipo del nostro progetto in anteprima al 28º Salone Internazionale dell'Esterno a Rimini in ottobre. Il progetto ha come modulo base la comune balla di fieno (70x45x35cm). Da qui abbiamo disegnato un enorme recipiente per il fieno con una base compatta e una sommità vaporosa dove potersi tuffare, sedere, coricare, rilassarsi e divertirsi. Le dimensioni del nostro contenitore sono di 2x5 metri - la superficie di un posto auto - per 2,6 metri di altezza, realizzato con un'azienda che produce ecopallet in legno di abete proveniente da una filiera che ne certifica la corretta gestione boschiva e l'impatto zero sull'ambiente. I visitatori si sono dimostrati entusiasti richiedendoci il prodotto per agriturismi, fattorie didattiche o installazioni in città ma la nostra più grande soddisfazione è stato vedere persone di ogni età gettarsi e rotolarsi nel fieno. Ora siamo tornati in officina per migliorare Jump! e renderlo compatibile con i parametri di sicurezza sperando di vedere grandi e piccini tuffarsi nel fieno.

Luciano Aldrighi