Non si arresta la fuga dal Pdl


ROMA.Pressing di Antonio Di Pietro e Pier Luigi Bersani sui finiani perchè stacchino la spina al governo. Ma Gianfranco Fini rinvia la scelta alla prima convention di Futuro e libertà, domenica a Perugia. Intanto cresce di due unità la pattuglia dei parlamentari finiani. I deputati Daniele Toto e Roberto Rosso, ex Pdl e soci fondatori di Forza Italia, hanno fatto le valige traslocando in Fli. Sono stati Italo Bocchino e Adolfo Urso a presentare i nuovi acquisti alla Camera. Poche ore prima della riunione tra Fli, Udc, Mpa e Api (le forze che potrebbero confluire in un terzo polo, ndr) convocata per concordare la linea da tenere sul Disegno di legge stabilità in discussione in Commissione Bilancio.
«Berlusconi è stato a lungo il mio faro» ha ammesso Rosso. Perchè lascia il Pdl? «Perchè alla prova di governo la capacità di interpretare i bisogni degli italiani non è venuta fuori perchè ci siamo trovati senza programmi, in pratica in campagna elettorale abbiamo venduto un prodotto che non avevamo». «E' stato un passaggio sofferto ma ineludibile per la mancanza di dialogo e confronto nel Pdl: una crisi che parte dal territorio e arriva in alto», aggiunge Toto, nipote del proprietario di Air one. Sia Rosso che Toto sono stati nominati coordinatori di Fli nelle rispettive regioni: Piemonte e Abruzzo. Entrambi hanno avuto un colloquio col premier prima di ufficializzare l'uscita dal Pdl. Berlusconi non è riuscito a convincerli. Ora liquida la vicenda come frutto di «beghe locali». E non è riuscito a convicere neanche Gabriele Albertini. L'ex sindaco di Milano ha reso noto di star considerando il trasloco e l'eventuale candidature con il partito di Fini. Italo Bocchino ha annunciato nuove adesioni al movimento per la prossima settimana: tre o quattro tra senatori e deputati del Pdl.
«Noi vogliamo che il governo governi, cosa che non sta facendo, se non ce la fa ad andare avanti ha il dovere di dirlo ai suoi alleati e al Parlamento» ribadisce Bocchino. «Noi in caso di crisi siamo orientati a evitare al paese il voto e a trovare soluzioni alternative, prodigandoci per una fase riformatrice», aggiunge. Quanto al premier che ha accusato Fini di essersi autoescluso dal Pdl per un piano preordinato, il capogruppo Fli replica: «No, è stato espulso e la cosa è sotto gli occhi di tutti». Ma cosa deciderà Fini domenica? Fli uscirà dalla maggioranza, passando all'appoggio esterno? «E' una delle opzioni ma credo che le vicende di ieri e di oggi allontanino questa prospettiva», dice Roberto Menia, sottosegretario finiano all'Ambiente, considerato finora una colomba. Intanto Fli ha un nuovo capo dell Sergreteria politica: è Carmelo Briguglio, schierato per l'uscita dal governo.

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Maria Berlinguer