Bossi: dal "caso escort" danni all'Italia


ROMA.«Sono un po' preoccupato anche per l'immagine internazionale. L'Italia è un paese con un forte debito pubblico e deve vendere i titoli di Stato». Umberto Bossi confessa la sua inquietudine per il caso Ruby e lo stillicidio delle escort. Alla vigilia della direzione nazionale del Pdl, durante la quale Berlusconi potrebbe fare un discorso «aperto al confronto con i finiani» oppure decidere di andare avanti senza la delegazione di Futuro e Libertà, il Senatùr assicura che il governo «reggerà a lungo» ma poi ammette che al voto si potrebbe andare tra qualche mese. Dopo il via libera al federalismo? «Questo lo dite voi...» risponde Bossi, ridendo e dando appuntamento a fine gennaio per il si definitivo alla riforma. Ma il rischio per il governo non è rappresentato dalla Lega e oggi Berlusconi proverà a mettere i finiani con le spalle al muro.
I parlamentari di Futuro e Libertà chiedono un cambio di passo e in mancanza di risposte «adeguate» minacciano l'appoggio esterno? Il Cavaliere oggi proverà a rendere inapplicabile questa opzione. La soluzione, messa a punto ieri in due vertci del Pdl, potrebbe essere un discorso «programatico» che parta dai cinque punti sui quali il premier ha ottenuto la fiducia dei finiani meno di un mese fa. Il governo si impegnerebbe ad accelerare su fisco, famiglie, sicurezza, Mezzogiorno. E potrebbe proporre ai finiani un vero «patto federativo» tra Fli e Pdl, che di fatto riconoscerebbe ai finiani il ruolo di componente autonoma della maggioranza.
A facilitare la manovra di avvicinamento ci pensa l'ultimo libro-intervista di Bruno Vespa che permette a Berlusconi di correggere il tiro. E' possibile una nuova alleanza con Gianfranco Fini? «In politica mai dire mai» risponde il premier, che nega di averlo cacciato: «Nessuna espulsione, è Fini che si è autoescluso. Noi abbiamo solo detto che non poteva fare il presidente della Camera. Il Popolo della Libertà non ha mai messo nessuno alla porta, ma ha subito una scissione». Fini lascerà la presidenza della Camera per un impegno diretto in politica? La voce viene rilanciata dal direttore del Tg de La7, Enrico Mentana, e subito arrivano le smentite. «Si tratta di una balla colossale» taglia corto Italo Bocchino, che smentisce il premier («Agli italiani è chiaro che Fini è stato espulso») e ripete che in caso di crisi non si andrà al voto anticipato: «Governare spetta a chi ha vinto le elezioni ma se Berlusconi getta la spugna si apre un altro percorso secondo quanto prevede la Costituzione».
La tensione, insomma, non accenna a diminuire ed anche l'appello alla concordia lanciato ieri dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, sembra destinato a non essere raccolto: «Vorrei che di fronte a tante tensioni, che sono anche fisiologiche, prevalesse sempre il senso dell'unità». Tra Fini e Berlusconi ci sarà la tregua? Il coordinatore di Futuro e Libertà, Adolfo Urso, si attende «risposte positive» dalla direzione del Pdl e Denis Verdini, che ieri ha paretcipato a due vertici con Berlusconi, assicura che oggi ci sarà il «rilancio» del governo. «Sarà presentato un calendario delle riforme e il partito di Fini deciderà cosa fare» spiega Verdini, per il quale bisogna distinguere: «I Pdl è una cosa e il governo si regge su una maggioranza. Questo vuol dire che confronteremo il nostro progetto con gli altri. Il risultato è che Futuro e Libertà deciderà sulla scorta di quello che decideremo noi».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Gabriele Rizzardi