Scandalo per Bella Ciao con Giovinezza

ROMA.«Una mattina mi son svegliato/ O bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao/ Una mattina mi son svegliato/ E ho trovato l'invasor...»: tra una canzonetta e l'altra, quest'anno all'Ariston potremmo sentire anche le note dell'inno della Resistenza. Almeno cosi si augura Gianni Morandi. Il Festival di Sanremo apre infatti le porte alle celebrazioni dei 150 anni dell'Unità d'Italia con una serata dedicata alle canzoni che ripercorrono la storia nazionale. «Vorrei che si cantasse Bella Ciao - confessa Morandi presentando il regolamento dell'edizione 2011 -. Sono certo che molti vorranno cantare questa canzone che nasce come inno delle mondine e che poi ha acquistato un altro senso». Il direttore artistico Gianmarco Mazzi commenta: «Non dobbiamo avere paura delle canzoni». Cita Viva l'Italia di De Gregori e L'Italiano di Toto Cutugno. Poi ai brani candidabili aggiunge anche Giovinezza, «passata alla storia come inno del ventennio, ma che nacque come canzone della ‘goliardia' toscana nei primi del '900. Sono molte le curiosità non conosciute legate a questi brani e noi le racconteremo. Vogliamo costruire una serata intensa, culturale e di forte personalità artistica». «Mi viene in mente anche Va' pensiero. Un festival di Sanremo che celebra le canzoni dei 150 anni deve ripercorrere la storia intera, senza censure e senza cesure», interviene il direttore di Raiuno Mauro Mazza, chiarendo che l'annuncio dato da Morandi e Mazzi «è stato ovviamente pianificato con la direzione di Raiuno». Espiega che vanno proposti i brani «delle diverse epoche, le più felici come le più tristi».
«Giovinezza ricorda un periodo buio della storia di questo Paese - osserva però Giuseppe Leoni della Lega Nord -. Non entriamo nel merito di Bella Ciao, ma con il motivo del ventennio si giustifica un momento che agli italiani ha dato solo sofferenze e sangue. Se lo potevano risparmiare Giovinezza! Si canti piuttosto il Va Pensiero, trasmette emozione e commozione».
L'accostamento di Giovinezza e Bella Ciao non piace a Giovanna Melandri e a Vinicio Peluffo del Pd, che auspicano che «la direzione artistica riveda questa scelta davvero infelice», definendola «uno spregevole tentativo di strisciante revisionismo». Il segretario del Prc Paolo Ferrero parla di «idea aberrante. E' un insulto a chi è morto per liberare il nostro paese dalla barbarie nazifascista», mentre Nicola Tranfaglia, storico e responsabile del dipartimento Cultura dell'Idv, è convinto che si tratti di «un ritorno alla retorica fascista che gli italiani speravano di aver archiviato con la lotta di liberazione più di 70 anni fa». «E' una vergogna colossale - incalza Flavio Arzarello, segretario Fgci. - Anche quest'anno Sanremo sarà in piena linea con la Rai di questi tempi da fine impero». L'unico a vedere con favore la proposta è il ministro della Difesa Ignazio La Russa: «E' il momento di farla finita con le code di paglia, Bella Ciao e Giovinezza erano entrambe canzoni cantate da milioni di italiani».
«Ma siete sicuri? non ci credo, non è possibile... se fosse vero dovrebbero vedersela con noi»: è incredulo Pier Luigi Bersani, leader del Pd, alla possibilità che, al festival di Sanremo, siano suonate sia Bella Ciao sia Giovinezza.
E la sen. Ombretta Colli, del Pdl - e vedova di Giorgio Gaber -, dice: «Io canterei La libertà di Gaber», ma starà a casa «per dare spazio alla musica e alla conduzione di Morandi che è una delle persone più piacevoli e corrette della nostra storia musicale».
Mentre i politici si accapigliano, in realtà è ancora tutto da decidere. La scaletta sarà costruita con gli artisti. E forse nella scelta dirà la sua il pubblico tramite il sito Rai.