Trasporti via fiume Marcegaglia fa scuola

Se lo sviluppo del porto di Valdaro è messo a rischio dai tagli statali, una buona notizia c'è. Il 2010 ha segnato la crescita di volumi e numero di tipologie di beni trasferiti su chiatta attraverso l'idrovia che collega Mantova con l'Adriatico. Dai cereali, primo prodotto ad essersi affidato al fiume per raggiungere gli allevamenti di Mantova e Cremona, si è aggiunto l'acciaio. E questo grazie all'iniziativa di uno dei big italiani e mondiali del settore, cioè Marcegaglia. Dopo un'iniziale sperimentazione, nel corso del 2010 sono stati trasportati i coils (cioè nastri d'acciaio laminato)
diretti agli stabilimenti del gruppo di Gazoldo per un totale di 50mila tonnellate.
Due tappe: prima da Ravenna a Porto Levante (Rovigo) su nave, poi il trasbordo sulle chiatte che mosse da uno spintore hanno percorso i 137 km necessari fino a Valdaro, per essere caricati su autotreni speciali e trasportati in fabbrica.
Un'operazione simbolo dei possibili sviluppi della logistica via fiume, finora poco sfruttata. Un caso che sarà al centro di un convegno, domani al porto di Ravenna. Interverranno Giuseppe Parrello (autorità portuale di Ravenna) e Francesco Giangrandi (presidente della Provincia di Ravenna). Poi la parola ai mantovani: il vicepresidente della Provincia, Claudio Camocardi, il tecnico Giancarlo Leoni, Antonio Marcegaglia, Roberto Reggiani (Omnia River Mantova) e Carlo Zanetti, a capo della Camera di Commercio.