Pansac, firmano tutte le banche

Un altro passo in avanti verso la chiusura dell'operazione di ristrutturazione del debito. Non è quello decisivo, perché manca ancora il via libera del tribunale di Milano, ma è comunque un passo in avanti. Anche i due istituti di credito, che in prima battuta non avevano aderito alla proposta presentata dal consiglio di amministrazione di Nuova Pansac, hanno accettato e sottoscritto l'intesa. Il si di Mediocredito Trentino Alto Adige e della Cassa di risparmio di Ferrara era condizione obbligata per poter proseguire il percorso di risanamento della spa di Fabrizio Lori.
La parola passa ora ai giudici della sezione fallimentare del Tribunale civile di Milano, che hanno tempo fino alle fine dell'anno per l'omologa del provvedimento (anche se il management di Pansac spera in tempi più brevi). E se arriverà l'ok il piano potrà finalmente entrare nella fase operativa.
Il piano di ristrutturazione del debito dell'ex gioiello della famiglia Lori (244 milioni di euro - il dato è fermo al 31 maggio scorso - di cui ben 162 con le banche e la parte restante con fornitori piccoli, medi e grande) aveva visto, dopo lunghe trattative, l'adesione di una quindicina di istituti di credito. Unicredit, Intesa San Paolo, Bnl, Mps, Banca Popolare Milano, Bcc Castel Goffredo, Banca Popolare dell'Emilia Romagna, Banca Popolare di Mantova, Popolare di Sondrio, Cassa di risparmio del Veneto, Credem, Mediocredito Italiano, Mediocredito del Friuli, Ugf, Cassa di risparmio di Parma e Piacenza-Credit Agricole avevano dato la disponibilità a rifinanziare la società in cambio di precise garanzie. Se il piano andrà in porto, tutte le banche che hanno crediti ipotecari nei confronti della Nuova Pansac manteranno le garanzie attuali mentre gli istituti di credito con crediti chirografari saranno garantiti con ipoteche di grado successivo sugli immobili già ipotecati (valore di stima 90 milioni di euro) e di primo grado su quelli liberi (70 milioni). L'intesa prevede anche che tutte le banche abbiano il pegno sulle azioni della Pansac International (la società con il ramo d'azienda che manterrà la produzione concentrandola su solo tre siti) mentre l'imprenditore mantovano - ed ex presidente del Mantoca calcio - costituirà in pegno a favore dei creditori le azioni di sua proprietà, a garanzia del rimborso del debito complessivo.
Non solo. Alla base dell'accordo ci sono anche intese individuali con i principali fornitori (una cinquantina) per i piani di rientro del debito mentre per gli altri fornitori (poco meno di 600, che rappresentano però solo il 16 per cento dei debiti scaduti) l'accordo proposto dal cda di Pansac garantisce il pagamento al cento per cento, ovviamente soltanto dopo l'omologa dei giudici.
Con le adesioni del Mediocredito Trentino Alto Adige (che vanta crediti per poco meno di 900mila euro) e della Cassa di risparmio di Ferrara (creditore per oltre 7 milioni tra finanziamenti a breve termine, prestiti chirografari e finanziamenti a medio termini garantiti da ipoteca) anche l'ultima condizione prevista nel testo dell'accordo ora è una realtà. Nel rispetto degli impegni presi al tavolo con il cda di Pansac e davanti al notaio, Unicredit ha cancellato intanto le ipoteche giudiziali iscritte sugli immobili della Pansac e di Lori, in forza del decreto ingiuntivo che era stato emesso dal Tribunale di Mantova per 54,8 milioni di euro.

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