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GIOVANI PADANI
Ognuno dà il meglio che ha...
Magari seni e fondoschiena

Che bravi i giovani padani! Tra «tette e culetti» si confronteranno domani a Castel Goffredo. Si confronteranno su cosa? Non certo sul lavoro che manca a un giovane su quattro. Né sulla scuola i cui tagli sono cosi pesanti da svilire la proposta culturale ed educativa. Né sul federalismo, bandiera afflosciata dall'incapacità di concretizzare roboanti proclami. Né parleranno di progetti di vita, famiglia, futuro. Però sono bravi i giovani padani. Loro la «par condicio» la rispettano! Maglietta bagnata per la gioia dei maschietti; culetto d'oro per l'euforia delle ragazze. Pari opportunità. Che democrazia! Molti diranno: che male c'è? In fondo, se li prendiamo uno a uno, questi giovani sono bravi: studiano, lavorano, magari sono impegnati nelle associazioni, addirittura sono genitori preoccupati dell'educazione dei loro figli e delle loro figlie. Il problema è una certa politica, diventata un baraccone dove impera la legge dello spettacolo. Un teatrino dove scaltri Mangiafuoco muovono i fili di marionette pronte a urlare, sbracciarsi, ridere e far ridere. In fondo perché mi meraviglio. Se il modello per i giovani padani è Renzo Bossi, cosa ci si aspetta? Ognuno tira fuori il meglio di sé: essere figlio di un certo papà Umberto o, per chi arriverà a Castel Goffredo, due natiche scolpite e due seni sodi.
Dina Vignoni

AUTOSTRADA 1)
Restiamo convinti che
il percorso alto è sbagliato

Gentile signora Pantiglioni, con le sue lettere mi richiama al dovere istituzionale di tutelare i diritti dei suoi concittadini, garantendone la salute e difendendo il territorio in cui vivono. Nella sua ultima, lei fa riferimento alla scelta, secondo noi sbagliata, di fare concludere il tracciato della futura autostrada Mantova-Cremona con il cosiddetto Percorso D3, che attraverserà il Parco del Mincio, lambendo il sito archeologico del Forcello, passando nelle dirette vicinanze di due centri abitati e impedendo, inoltre, la realizzazione della tangenziale di Virgilio. Cara signora, lei non sbaglia a riporre la sua stima nell'ex sindaco Mori e a confidare nell'impegno della Provincia, sempre dimostratasi pronta a difendere gli interessi dei cittadini. Siamo convinti che la scelta del percorso alto sia sbagliata al punto da pregiudicare la realizzazione dell'opera stessa. I ritardi accumulati da Regione Lombardia hanno fatto si che nel frattempo si avviasse, questa volta concretamente, la realizzazione di un'altra infrastruttura: la Cispadana «Reggiolo-Ferrara-Mare». Nonostante si debba ricordare che la maggioranza dei cittadini di Virgilio ha votato in senso contrario rispetto alla nostra posizione, noi continueremo il nostro impegno, consci di essere nel giusto cercando di servire i cittadini sempre e comunque.
Maurizio FontaniliPresid. Provincia di Mantova
AUTOSTRADA 2)
Un conto è l'ambientalismo
altro l'interesse personale

Prendiamo atto del rinnovato vigore con cui la signora Cangemi rivendica la sua contrarietà all'autostrada Mantova-Cremona, da lei ridenominata Mori-Caleffi, dopo mesi di silenzio-assenso verso il D3 che lei oggi evoca come giusta punizione della storia verso chi preferiva il D1 (tratto autostradale Virgilio-Bagnolo più breve e lontano dai paesi). Gli accordi sul D3 (più lungo e più vicino ai paesi) cui la Cangemi ha assistito negli incontri con l'ing. Acerbi di Centropadane e con gli attuali amministratori comunali bagnolesi, ci sono stati e l'obiettivo primo era evitare il tracciato D1 in quanto vicino ai terreni famigliari. Non scambiamo per ambientalismo un legittimo ma personale interesse privato!
Il tracciato D2, una sorta di D3 ancora più lungo, era stato bocciato dalla stessa Centropadane con una valutazione di impatto ambientale negativo doppio rispetto al D1; oltretutto il D2 sarebbe stato difficilmente accettabile dal Comune di Virgilio in quanto sarebbe transitato completamente sul proprio territorio.
Oggi la stessa Regione Lombardia dice di voler completare l'intera autostrada entro il 2015, ma manifesta dubbi sulla necessità di realizzare il tratto autostradale D3 in quanto non coerente con il piano paesaggistico regionale e non funzionale ai nuovi sviluppi viabilistici interregionali. E il parere del ministero dell'Ambiente sul D3 è condizionato da prescrizioni pesantissime che ne richiedono un'ampia riprogettazione avendone riconosciuto l'enorme impatto ambientale-paesaggistico. A questo punto, per i nuovi equilibri politici nei vari Comuni che hanno portato ad accantonare il tracciato D1 con la relativa variante per la statale Cisa, ma soprattutto in nome della difesa di interi abitati, non si potrà evitare di prendere in considerazione nuove proposte alternative (autostradali e/o tangenziali) che mantengano i tracciati a un'accettabile distanza dai centri abitati.
Rolando Caleffi

CONSERVATORIO
Aspettando Rigoletto,
i cantanti veri protagonisti

Prendo spunto dall'articolo apparso in Gazzetta il 29/8. Alla serata «Aspettando Rigoletto» partecipavano come cantanti, tre allievi della mia classe di canto. Nell'articolo si parla del maestro Anselmi, della presentatrice Antonia Varini, della presenza del sindaco Sodano, ignorando completamente i cantanti, cioè, i veri protagonisti, perché senza cantanti, l'Opera lirica non ha motivo di esistere. Il successo della serata lirica è dovuto alla bravura dei cantanti, e ciò andrebbe sottolineato, soprattutto per giovani che sono studenti del nostro Conservatorio. Giovani che hanno bisogno di essere valorizzati e che dovrebbero essere motivi d'orgoglio per la nostra città. Soprattutto perché sono stati protagonisti di questo evento che porterà Mantova in tutto il mondo: Elena Guerreschi (soprano) ha ricoperto il ruolo di Gilda come doppio, ma ha provato tutta la parte a fianco di Placido Domingo e diretta da Zubin Metha, come Miriam Battistelli (mezzosoprano) nel ruolo di Maddalena e Cosimo Vassallo (tenore) nella parte del Duca di Mantova.
Salvatore RagoneseDocente di canto al Conservatorio di Mantova