Scuola, la mannaia dei tagli Ma per il governo è solo un costo

Sarà un autunno caldo per la scuola. I tagli agli organici stanno mettendo in ginocchio migliaia di famiglie, in particolare al Sud. Ma non solo: gli alunni disabili avranno a disposizione meno ore di sostegno, le classi saranno ancora più affollate e la polemica pare pilotata per non toccare i problemi concreti. Il numero dei precari della scuola che perderanno l'incarico e lo stipendio non è ancora noto con precisione, ma si parla di 15/20 mila unità in meno rispetto allo scorso anno. Per tagliare più posti possibile, le classi sono state riempite a dismisura e in parecchi casi si sfiorano i 30 alunni, in linea con un trend che ormai prosegue da alcuni anni!
Alla protesta di chi ha perso il lavoro si è aggiunta quella dei genitori dei bambini disabili. Il loro numero è in crescita, ma l'organico predisposto dal ministero prevede lo stesso numero di cattedre dell'anno scorso: 90469. Significa che ogni alunno avrà meno ore di sostegno. Per rendere ancora più difficile l'avvio dell'anno scolastico si deve aggiungere che per effetto dell'entrata in vigore della riforma delle superiori, che ha richiesto uno slittamento delle iscrizioni, tutte le operazioni di nomina del personale di ruolo e dei precari sono in enorme ritardo. La nomina dei supplenti slitterà a settembre e buona parte dei 120 mila supplenti in attesa di un incarico a tempo determinato non potrà neppure essere in classe.
Si faccia una breve riflessione sull'efficacia dei provvedimenti assunti e delle aspettative del legislatore partendo dai dati ufficiali emersi alla fine di questo anno scolastico:più promossi(dal 14.1% al 13.1%), stessa percentuale di diplomati e più cervelloni dell'anno scorso. Smentite dunque le tante anticipazioni del ministro Gelmini su dati provvisori, sulla presunta linea del rigore assunta dai docenti. Gli insegnanti hanno agito con buon senso. Anziché applicare meccanicamente le nuove disposizioni sull'ammissione agli esami e sull'attribuzione dei 100 e lode, i prof hanno preferito interpretarle. E alla fine i risultati conseguiti dai ragazzi sono stati addirittura migliori dell'anno scorso.
La polemica, lanciata dalla Gelmini, si sposta sull'esagerato numero di diplomati con 100 e lode. Avevamo dubbi? Se si parla di manovra poi lo si dica: sottrae ai cittadini di domani il diritto ad una scuola pubblica di qualità e lascia in totale solitudine gli amministratori nel rispondere alle richieste delle famiglie.
La pessima Finanziaria ha fatto aumentare a dismisura i costi dei servizi scolastici abbinati alla scuola a carico delle famiglie o nei casi più estremi gli stessi servizi verranno addirittura soppressi (pre-scuola, post-scuola, laboratori, mense e trasporti a prezzi calmierati). Formazione, ricerca e sapere sono il futuro per un Paese moderno. Per Berlusconi e Gelmini sono un costo!
Beatrice BenagliaRespons. scuola università Giovani democratici