Torre Gambulini Terrazza sul centro alta 32 metri


U na terrazza panoramica sul centro storico: è il progetto che dovrebbe coronare gli interventi di recupero dell'Archivio di Stato di Mantova, dotando cosi la città di una nuova risorsa didattica e turistica. Il punto di osservazione individuato è in cima alla torre dei Gambulini, una delle tre più alte di Mantova - insieme con quella della Gabbia e quella dello Zuccaro - alla quale si accede da via Ardigò. All'iniziativa collabora la delegazione Fai (Fondo per l'ambiente italiano).
Nei piani c'è la creazione di un comitato che, oltre all'Archivio di Stato ed al Fai, dovrebbe vedere la partecipazione di altri soggetti.
E' Daniela Ferrari, direttrice dell'Archivio, a spiegare nei dettagli cosa potrebbe nascere nel cuore cittadino: «Per 15 anni abbiamo concentrato buona parte delle energie sulla ristrutturazione della sede di via Ardigò - sottolinea la direttrice -, intervenendo sempre per lotti funzionali, in modo da non interrompere mai il servizio. L'ultimo recupero è stato quello della Sacrestia della Trinità, inaugurata nel gennaio 2007 dal ministro Rutelli, un ambiente che ora è tornato a disposizione della città come spazio espositivo e d'incontro. Tutto il materiale a nostra disposizione è collocato in ambienti a norma. Purtroppo - fa notare Ferrari -, adesso i fondi sono esauriti. Dovremo quindi risolvere il problema della collocazione del nuovo materiale».
Daniela Ferrari, tuttavia, ha un sogno nel cassetto: fare della torre dei Gambulini, che sovrasta la sede dell'Archivio di Stato, un osservatorio panoramico sulla città. Un progetto che costerebbe tra i 200 e i 300mila euro: sono stati chiesti finanziamenti allo Stato (che difficilmente arriveranno) e, parallelamente, si stanno cercando partner tra enti, istituzioni e privati. Lo studio di fattibilità è già stato inviato alla Sovrintendenza di Brescia, che l'ha approvato con approfondimenti. Ciò significa che servirà un progetto esecutivo basato su nuovi rilievi materici e di degrado. A questo proposito, si intende coinvolgere il Politecnico di Milano, che ha appena inaugurato il master per la valorizzazione dei beni culturali. «La loro collaborazione - spiega la direttrice - sarebbe preziosa per la qualificazione dell'intervento, per la garanzia del risultato e per il contenimento dei costi».
La stabilità della torre, va detto subito, non è in dubbio: negli anni 80, dopo il crollo della torre civica di Pavia, tutte le opere simili vennero attentamente monitorate. La torre dei Gambulini fu ampiamente promossa. I lavori si concentreranno, quindi, sulla realizzazione di una scala che conduca fino in cima.
«La torre è altra 32 metri - sottolinea Daniela Ferrari - e lo spessore dei muri è di un metro e mezzo: questo significa che il vano interno è molto stretto. Non c'è lo spazio per realizzare un ascensore, si potrà costruire solo una scala che parta da un vestibolo di accoglienza collegato all'ingresso principale dell'Archivio di Stato». Attualmente, per salire in cima si utilizza una ferrata.
«Alla sommità della torre - continua la direttrice - c'è già un solido parapetto, ma si dovrà ricavare anche una leggera recinzione di sicurezza, che non disturbi la splendida veduta a 360 gradi sulla città vecchia. Troveranno spazio anche una panchina per riposarsi dopo la salita e un cannocchiale per osservare meglio la città dall'alto». Punti di sosta potrebbero essere ricavati anche realizzando dei pianerottoli lungo la scalinata in legno. Per contenere i costi, la scelta ricadrà su materiali economici dal punto di vista della manutenzione.
Chiaramente, tutto quanto inserito nel progetto, dovrà essere concordato con la Sovrintendenza di Brescia, una volta effettuati i rilievi.
In caso di realizzazione del progetto, con la torre inserita nei percorsi turustici cittadini, verrebbe valorizzato il ruolo del Fai. L'associazione, guidata a Mantova da Italo Scaietta, è infatti fortemente interessata alla gestione della torre.
«Saremo in grado di offrire sia ai turisti che agli studenti la possibilità di godere di una vista mozzafiato della città e dei suoi monumenti - preannuncia Scaietta -. La torre, oltre ad essere l'unica struttura del centro cittadino raggiungibile in posizione elevata, va valorizzata come una testimonianza significativa della storia di Mantova».

Luca Ghirardini