Cimeli di Nuvolari, assolto lo scrittore

La corte d'appello di Brescia ha cancellato ieri la sentenza di primo grado che aveva condannato nel marzo di quattro anni fa il giornalista e scrittore mantovano Cesare De Agostini per la vicenda legata a una parte di materiale del lascito Nuvolari. I giudici lo hanno assolto con formula piena, ovvero perché il fatto non sussiste.
Lo stesso procuratore generale, a conclusione della sua requisitoria, ha chiesto l'accoglimento del ricorso dello scrittore e quindi l'assoluzione. Come peraltro aveva invocato il difensore Piertacito Ruggerini ricalcando le tesi già sostenute in primo grado. La corte d'appello ha anche ordinato il dissequestro del materiale acquisito dal tribunale di Mantova, in composizione monocratica, dopo la sentenza che aveva condannato Cesare De Agostini a un anno e mezzo di reclusione e 750 euro di multa per furto e ricettazione di materiale appartenente al lascito Nuvolari, dichiarato con provvedimento del novembre 1993 dalla Soprintendenza archivistica per la Regione Lombardia.
Di fatto, il materiale - definito di notevole interesse storico - era finito all'archivio di Stato di Mantova. Per la corte d'appello, Cesare De Agostini il 19 novembre 2002 non s'era impossessato - come d'altra parte il giornalista e scrittore aveva sempre sostenuto - nell'aula studio dell'Archivio di Stato, di due foto del lascito Nuvolari e nemmeno aveva ricettato materiale del lascito trovato nella sua abitazione a seguito di una perquisizione. Materiale che, secondo la denuncia dei responsabili dell'Archivio di Stato, corrispondeva a quello mancante negli inventari eseguiti nel 1999 e nel 2003.
De Agostini aveva sempre affermato che quella documentazione relativa al campione di automobilismo - di cui è sempre stato appassionato e cultore - lo possedeva da decenni. Ieri la sentenza della corte d'appello gli ha dato piena ragione.