Firme contro il senso unico

SERMIDE.150 sono le firme raccolte in poco meno di una settimana dal comitato spontaneo di cittadini promotori della petizione per la revoca dell'ordinanza comunale che ha istituito il senso unico permanente in buona parte di via Martiri di Belfiore con obbligo di sosta su un lato in tratti limitati. Se c'è chi ha giudicato positiva la scelta, sostenendo che il traffico sulla strada ora è ordinato, gran parte di chi vive nell'area chiede a gran voce «il ripristino della viabilità precedente, perché il notevole aumento della velocità delle automobili che transitano in senso unico ha aumentato il pericolo di gravi incidenti».
Inoltre, gli studenti della scuola secondaria e delle superiori che abitano nelle vie circostanti sono ora impossibilitati a recarsi comodamente a scuola in bicicletta.
«I percorsi alternativi - prosegue la petizione - sono viale Rinascita (pericolosa perché più trafficata) o via 24 aprile (con pavimentazione non adeguata per le biciclette) per chi frequenta la scuola tecnica per geometri». E ancora: «Chi si reca ai supermercati Coop o Lidl in bicicletta non può tornare con le borse della spesa; chi, invece, arriva da via Amendola (sulla quale non esistono cartelli che annunciano la viabilità modificata in via Martiri di Belfiore) non riesce a svoltare a sinistra verso via 24 aprile, è obbligata a imboccare via Tazzoli e portarsi in viale Rinascita. Coloro che vogliono recarsi in centro in bicicletta si vedono preclusa la principale via meno pericolosa».
I residenti sulle vie Tazzoli e dell'Industria segnalano l'intensificazione del transito (anche camion) come se le due piccole strade di raccordo sfogassero il traffico prima smaltito da via Martiri Belfiore. Lamenta disagio anche chi si reca quotidianamente al cimitero, in quanto «ora non è più possibile fruire il percorso di ritorno più agevole». Dopo la raccolta delle firme la petizione verrà consegnata al sindaco Reggiani, con una lettera nella quale si chiederà di indire un incontro pubblico in modo che i cittadini possano manifestare il loro dissenso e proporre eventuali soluzioni alternative.

Siro Mantovani