In un film Martelli e il Torino


di Giovanni Benvenuti
CASTELLUCCHIO.‘Sulle orme del grande Torino', docufilm realizzato e prodotto dal giornalista Hervè Bricca e curato dal coautore Renato Tavella (Fischio d'Inizio Produzioni) è un documentario on the road in cui le scoperte fatte lungo la strada si mischiano ai racconti e a tante immagini di repertorio. Il film lungo 70' si occupa delle stagioni calcistiche dal 1938/39 fino alla sciagura di Superga (4 maggio 1949). Sono i 10 anni che decidono il destino del calcio italiano e del mondo, attraverso la 2ª guerra mondiale. Nell'epopea del grande Toro, squadra invincibile, c'è anche uno scampolo di mantovanità che emerge prepotentemente nel documentario: Danilo Martelli. Un ragazzo semplice, partito dalla campagna castellucchiese, diventato uno dei campioni più osannati in maglia granata che stupirono il mondo. Nel filmato, oltre a un'intervista all'assessore alla Cultura Mario Pieropan, e ai nipoti di Martelli, c'è una ricerca delle origini di Danilo, quel ragazzo che ha avuto la vita spezzata a 26 anni quando era nel fulgore dell'esplosione calcistica e avrebbe potuto raccogliere ancora tanti successi se quella montagna, simbolo della città, non li avesse traditi. Di lui hanno ripreso la casa natale, quella dove tornava dopo gli impegni calcistici, il cimitero dove riposa. Il documentario sarà presentato nel teatro di Castellucchio giovedi, alle 21 (dvd in vendita). La proiezione sarà un lungo viaggio colmo di ricordi, come il racconto della moglie 90enne di Dino Ballarin. Il Comune ha ritenuto di ricordare un figlio illustre della sua terra, soprattutto ai giovani. Un fulgido esempio di semplicità, dedizione, sacrificio: partito tirando calci alla palla di stracci confezionata dalla madre, è arrivato nell'olimpo del pallone senza smarrire le prerogative di ragazzo di campagna.