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Febbre del Nilo: ora scattano i controlli sul sangue donato


di Giancarlo Oliani
 MANTOVA. Febbre del Nilo: dopo i quattro casi confermati dal Centro per le emergenze microbiologiche del Policlinico di Bologna, scattano i controlli sul sangue da parte delle autorità sanitarie.
 La malattia neurologica, provocata da un virus trasmesso dalla zanzara del genere Culex, ha colpito come noto quattro persone. Due sono ricoverate al Sant’Anna di Ferrara, la terza, un 70enne all’ospedale di Rovigo e la quarta, una 72enne residente nel Mantovano, si trova in prognosi riservata al Policlinico di Modena. Le sue condizioni sono leggermente migliorate anche se permane la riserva di prognosi. Nei prossimi giorni, confermano i vertici della struttura sanitaria, sarà sottoposta ad una serie di interventi riabilitativi. Il conclamarsi della malattia ha indotto le autorità sanitarie regionali ad adottare provvedimenti restrittivi che riguardano in particolare le province di Ferrara, Rovigo e Mantova. Dal 1 agosto, infatti, il centro trasfusionale dell’ospedale Carlo Poma, esegue su tutte le sacche di sangue che provengono dai centri prelievo di tutto il territorio un test per accertare la presenza di tracce del virus. Il dottor Enrico Capuzzo, dirigente responsabile del reparto, conferma che i controlli riguardano 2700 sacche ogni mese. Tali accertamenti dovranno essere eseguiti fino al 31 ottobre prossimo, salvo contrordini. I focolai di questa malattia esotica originaria dell’Africa, sono stati individuati a fine luglio a Correggio (Re), il 6 agosto a Borgoforte e il 13 a Formigine (Mo), dove è deceduto un terzo cavallo. Lo scorso anno primi casi erano stati registrati nel Ferrarese, nel Rodigino e ad Ostiglia. Alcuni giorni fa, invece, è stato riscontrato un nuovo focolaio, a San Benedetto Po, in un’azienda con allevamento di cavalli di razza. L’Asl ha subito disposto le misure preventive e di sorveglianza con la visita clinica della decina di cavalli presenti in azienda, i prelievi sanguigni e la cattura, attraverso trappole, delle zanzare culex peresenti nell’area del focolaio.
Nel 2008, i focolai sono ricomparsi nel Delta del Po provocando 32 casi e 5 decessi nei cavalli e 9 casi umani, dei quali 4 encefalopatie. Nel Mantovano sono stati riscontrati 36 focolai equini, sinora con 3 decessi.