ARCHIVIO la Gazzetta di Mantova dal 2003

Senza Titolo


CHIESA E GOVERNO 1)
Ma il loro programma
era ben noto da tempo

 Dalla stampa e dalla Tv continuo ad apprendere una specie di battibecco fra i grossi calibri della Chiesa e i grossi calibri del Centrodestra. La mia meraviglia è che la Chiesa è sempre stata di manica piuttosto larga verso il Centrodestra, spianandogli la strada al governo. Il Centrodestra non fa che mettere in pratica il suo programma elettorale: possibile che la Chiesa non lo conoscesse? O forse alla Chiesa interessava che al governo non andassero elementi di ex comunismo? Ricordo una lettera di monsignor Bettazzi vescovo emerito di Ivrea ai vescovi italiani: carissimi confratelli, siete stati ingiusti con il prof. Prodi, cattolico esemplare.
Senatore Compagnoni

CHIESA E GOVERNO 2)
I censori della morale
che sono da censurare

 La vicenda di Dino Boffo, direttore del quotidiano Avvenire, ha scosso la coscienza e l’animo di una Italia accaldata non solo dal clima agostano ma anche da tutto il gossip su veline, velone e veroniche varie. Il «casus belli» sono state le dichiarazioni di Vittorio Feltri, direttore del Giornale. Feltri ha pubblicato una nota informativa che accompagnava il rinvio a giudizio di Boffo disposto dal Gip del Tribunale di Terni il 9 agosto 2004. Vi si apprende che Boffo fu querelato da una signora di Terni destinataria di telefonate sconce e offensive e di pedinamenti volti a intimidirla, onde lasciasse libero il marito con cui Boffo intratteneva una relazione omoerotica. Rinviato a giudizio, Boffo chiedeva il patteggiamento e, il 7 settembre 2004, pagava un’ammenda di 516 euro, alternativa a sei mesi di carcere. Tuttavia, precedentemente, Boffo mise a tacere con un notevole risarcimento finanziario la signora, la quale di conseguenza ritirò la querela. Ma perché questo morboso interessamento su tal direttore? La risposta è semplice. Il direttore dell’Avvenire ha scritto nei mesi precedenti numerosi articoli ed editoriali che criticavano aspramente Berlusconi per la sua presunta condotta privata. Fermo restando il diritto alla privacy, ma al contempo il diritto di essere informati e di informare, se le rivelazioni di Feltri risulteranno veritiere risulterà confermata una brutta tradizione italiana. La presenza costante di censori che si ergono a supremi difensori della moralità pubblica e del focolare domestico, i quali invece dovrebbero essere i primi ad autocensurarsi!
Lorenzo Rota Consigl. PDL Castellucchio

CRISTIANI A PAROLE
La brutalità verso l’altro
non è di chi crede davvero

 Di fronte alle rivendicazioni di «radici cristiane» da parte di vari gruppi politici - situazione piuttosto strana nel contesto di Stato laico in cui viviamo -, mi viene in mente che invece troppo spesso la nostra società smentisce questa dichiarazione, perché ben raramente usa quella mitezza in cui dovrebbe riconoscersi ogni cristiano. Mitezza, bontà, solidarietà verso l’altro, soprattutto quando questo è affamato, assetato, straniero, malato o carcerato, perché Cristo nel Vangelo di Matteo si è identificato proprio negli ultimi. Poi, fatte le dichiarazioni di principio, nei fatti si rimuove ogni atto di bontà; i mendicanti vengono allontanati perché disturbano la vista, gli immigrati sui loro barconi fatiscenti sono rimandati indietro, gli omosessuali vengono aggrediti e percossi, i barboni vengono cosparsi di benzina e poi destinati a una tortura atroce.
 L’emarginato viene indicato come il sovversivo, il lavativo, il provocatore di una società che invece ha già al suo interno i germi del declino, in una mentalità che identifica il benessere solo col consumo. La brutalità verso gli altri non appartiene all’animo del credente di una Chiesa che si definisce «cattolica», cioè rivolta a tutti.
Lia Gemma

LA PROTESTA
La caccia stia alla larga
dai nostri bambini

 Da mesi si susseguono su quotidiani e riviste, articoli e campagne pubblicitarie delle varie associazioni venatorie, sempre pronte a ribadire i valori della loro tradizione e a sostenere l’impegno verso la salvaguardia dell’ambiente e degli animali. Falsità o verità, le risposte sono discordanti, ma non importa! A far rabbrividire è la sfacciataggine con cui si rivolgono a un pubblico che in realtà ne dovrebbe rimanere ignaro: i bambini! Che nell’ultimo decennio l’attività venatoria sia praticata solo da ultrasessantenni non è un mistero, ma la paura di non avere un ricambio generazionale a cui trasmettere i «valori» di questo, a detta loro, «sport», e il timore di non avere più adepti, è un’ingiustificabile strumentalizzazione dei minori. Una rinomata federazione di cacciatori, presente la scorsa primavera a un’importante iniziativa suzzarese svoltasi tra le corti limitrofe, mostrava ai giovani partecipanti, uccellini in gabbia e altre mostruosità simili. Con sconcerto ho dovuto assistervi impotente.
 Ma non è tutto, leggo la proposta rivolta al Ministero dell’Istruzione con cui vorrebbero inserire la loro lobby come materia educativa nelle scuole elementari e medie (in barba alle associazioni di volontariato animaliste/ambientaliste che da anni collaborano con gli insegnanti) e, per ultimo ma non meno grave, l’ignobile e vergognosa campagna di tesseramento di Federcaccia che utilizza come testimonial, un bambino di 7/8 anni in tuta mimetica, fischietto in bocca per richiamare gli uccelli e, a poca distanza da lui, un fucile!
 Un’immagine scioccante che ricorda tristemente la tragedia dei bambini soldato del terzo mondo! E’ questo che vogliono insegnare ai nostri figli? La brutale legge del più forte sul più debole, l’utilizzo delle armi, inquinamento ambientale, lo sterminio di milioni di animali indifesi? Se di valori si tratta, perché non hanno il coraggio di confrontarsi anche con un pubblico più adulto? L’amore per tutte le creature viventi, il rispetto per l’ambiente, la serenità di vivere in armonia con la natura: è così che mi rivolgo a tutti i genitori con la speranza che le mie parole siano condivise e che questi valori siano trasmessi ai nostri figli, nonché il nostro futuro.
Stefano Mondini