Mantova ebraica raccontata da Simonsohn

Shlomoh Simonsohn, professore emerito dell'università di Tel Aviv, ha concluso ieri, al terzo giorno, il congresso internazionale dedicato a Yeuhdah Moscato e alla cultura ebraica del Rinascimento, parlando degli eruditi della Mantova ebraica, tema profondamente legato al suo percorso di ricercatore.
C'è dietro una storia, che affianca Simonsohn ad altri studiosi stranieri ai quali Mantova deve molto ed è giusto dimostri poi la sua riconoscenza con la cittadinanza onoraria, già concessa o, come nel caso, magari da considerare.
Nel 1953 il giovane professore incontrava a Londra uno storico, Cecil Roth, che gli rivelava l'esistenza a Mantova di uno straordinario archivio ebraico, ignoto agli studiosi.
«Dopo 24 ore di viaggio - il racconto in diretta tiene incantati - sono arrivato a Mantova una sera di febbraio, era già buio. Non sapevo una parola d'italiano e non trovavo una stanza d'albergo libera. Dietro Palazzo Ducale ho pernottato da un'affittacamere ma il giorno dopo mi ha accolto la Comunità Ebraica, in via Gilberto Govi, ho incontrato Vittore Colorni e quando ho potuto vedere l'archivio della Comunità e l'archivio Gonzaga - conclude - il soggiorno si è prolungato per un anno intero, imparando cosi l'italiano e che per i mantovani i fènach sono soldi...».
Come strumento di documentazione, a Londra si era comprata una vecchia Leica, adattata alla riproduzione dei documenti.
Impresa gigantesca: alla fine i documenti riprodotti e catalogati risultavano 42 mila.
Il professore ne faceva un libro pubblicato in ebraico a Gerusalemme nel 1962 e poi con la traduzione in inglese nel 1977.
«La Mantova ebraica - rileva ancora Simonsohn - è una miniera inesauribile, sempre da studiare per la sua rilevanza culturale che comprendeva teatro, musica, canto, pittura, oltre agli aspetti religiosi, filosofici, umanistici, scientifici. Mantova in senso di territorio - ha aggiunto - comprendendo anche le comunità di Revere, Sermide, Bozzolo, Rivarolo, Sabbioneta, con le loro espressioni culturali».
Anche la ricerca attuale è attratta, come dimostra la partecipazione al congresso di giovani professori o dottorandi, con nuovi contributi di conoscenza, intorno al tema centrale di Yeudah Moscato, maestro e predicatore.
«Ma di grandi personaggi - la conclusione del professore - ce ne sono ancora moltissimi e il privilegio di Mantova è di essere protagonista e depositaria di tanta storia, per il mondo». (rda)