Restaurata la villa Tosio

ASOLA (Sorbara).Il conte Paolo Tosio di Brescia si era costruito a Sorbara un magnifico palazzo come residenza di campagna e qui soggiornava volentieri riverito dai contadini che coltivavano le sue terre. Si era nei primi anni dell' 800; la nobile famiglia abitava a Brescia e d' estate veniva in campagna. E della gente che lo ossequiava il conte si ricordò nel suo testamento del 12 marzo 1832 con il quale ha lasciato alla comunità di Sorbara, la vivace frazione di Asola, l' intero palazzo con la chiesetta annessa e la piazzetta antistante la chiesa. Il tempo, l'incuria e le ruberie hanno inferto un duro colpo alla bella costruzione: lo scalone fu portato ad Asola, l'uso improprio dell'edificio ha determinato un notevole degrado al quale la parrocchia di Asola, che gestisce l'immobile, cerca di porre rimedio. Dell'antica bellezza sono ancora leggibili segni storico-architettonici: le lesene della facciata e dell'androne, il bugnato del prospetto sul cortile interno, l'apparato decorativo di timpano e trabeazione. Dopo aver consolidato il tetto, la parrocchia retta da don Riccardo Gobbi, ha messo le mani al restauro delle parti più antiche e preziose dell' edificio, con un progetto dello studio Fainozzi e col generoso contributo della gente, delle istituzioni locali e della Fondazione Banca Agricola Mantovana. Un'ala dell'edificio è stata adibita a ristorante con rispetto delle linee dell' immobile. Da decenni la piccola cappella del paese è officiata da don Mario, che ha abitato nell'appartamento ricavato nel palazzo, ed anche adesso che il sacerdote è parroco ai Barchi, un'altra frazione di Asola, garantisce il servizio religioso ogni domenica mattina. A lui va la riconoscenza della gente con la collaborazione di tanti volontari che si prestano a tenere viva la piccola frazione un tempo sede anche di un edificio scolastico che accoglieva scuola materna ed elementare. Ora che il bell'edificio è stato restaurato si auspica che resti punto di riferimento sociale e religioso; ospita da tempo un teatrino nel quale la gente della frazione si ritrova con commedie e pranzi comunitari della piccola comunità. (g.m.)