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Tornano gli Incuria, ma in vinile

In piena era digitale c’è chi preferisce fermarsi e buttare un occhio al passato. Come gli Incuria, band mantovana di holy rock che dopo quattro anni di assenza dalla scena live torna ora con una ‘provocazione’: un 45 giri al posto del solito cd. Il gruppo, che rielabora canzoni d’oratorio riarrangiandole principalmente in chiave rock, ha pubblicato ora ‘Vocazione’. Sul lato ‘a’ il remake del brano di Sequeri e su quello ‘b’ ‘Duridorecchi’ pezzo proposto dal gruppo anche in un musical. La presentazione è in programma oggi alle 18 alla Feltrinelli. Una scelta, quella degli Incuria, che costringerà il pubblico a rispolverare il giradischi buttato in soffitta. Anche se sono in molti a non averlo dimenticato. Quest’anno il 33 giri ha compiuto sessant’anni ma, il buon vecchio long playing, pur non avendo più un mercato vasto, continua infatti ad essere amato da dj e collezionisti. Come pure da artisti e rockstar che considerano un punto d’onore far uscire i loro album anche in vinile.
 Se da una parte il gruppo mantovano crede in questa seconda giovinezza del vecchio disco, dall’altra la scelta del 45 giri è motivata da aspetti che non fanno i conti con la tecnologia. Fede, amicizia, solidarietà, sono alcuni dei temi che ritornano nei testi e che, il gruppo, condivide anche a livello di pensiero. Quasi una sorta di ‘bandiera’.
 La stessa copertina, con l’immagine dell’abbazia di San Galgano, che per tetto ha semplicemente il cielo, rimanda a una ricerca di spiritualità.
 «In questi quattro anni di assenza dai palcoscenici - spiega il bassista Davide Prandini - abbiamo avuto modo di ragionare sulle nostre esperienze. L’idea di una ‘reunion’ è arrivata dopo la messa rock del Mantova Festival, un’esperienza molto forte. Aver lavorato all’organizzazione è stato un po’ il motore di tutto».
 Ed ecco il 45 giri con un titolo che è sinonimo di ‘chiamata’.
 «Ogni vocazione è individuale - conferma Prandini - e la scelta di usare il vinile è legata strettamente a questa idea. Il digitale per sua natura non è unico, mentre il supporto materico e ciò che contiene formano qualcosa di unico. Da qui il progetto di tornare tra il pubblico con un progetto speciale».
 Nel disco canta Enrico Alberini (tastiere e tromba) e con lui ci sono anche Fabio Busi (chitarre, cori, percussioni), Nicola Martinelli (batteria, percussioni, cori), Massimo Minotti (chitarre e cori), Davide Prandini (basso, cori). Partecipano inoltre Anna Luppi (cori) ed Emiliano Paterlini (tastiere).
 Il 45 giri, registrato e mixato due mesi fa all’Rt Studio di Mantova, è stato poi stampato in cinquecento copie. ‘Vocazione’ non è in vendita ma sarà messo in distribuzione a offerta libera da lunedì. Non è escluso inoltre che al disco possa essere abbinata prossimamente qualche iniziativa di solidarietà (raccolta fondi per sostenere enti o progetti).
 «Al disco si lega inoltre una certa idea di condivisione - aggiunge Prandini - nel senso che ci piacerebbe che, una volta recuperato il giradischi, venisse usato come si faceva una volta, anche per formare gruppi di ascolto. Un’idea per ritrovarsi con gli amici per sentire altra musica. Diversamente da come si fa ora, individualmente, con l’mp3. Noi siamo quasi tutti quarantenni e non è un caso che questo progetto nasca ora. Credo ci sia a volte il desiderio di recuperare qualcosa di noi magari rimasto in soffitta».
 E la volontà di coltivare questo progetto, per gli Incuria (che gravitano quasi tutti attorno all’associazione Il Notturno-www.ilnotturno.net) si spinge oltre.
 «Magari in futuro - conclude Prandini - si potrebbe creare una sorta di ‘Amici del vinile’ e, chissà, pensare poi a un grande concerto».