18 dicembre 2008 —
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sezione: Provincia
MANTOVA. Scattano i controlli sui distributori automatici di latte crudo. I produttori hanno ancora tre giorni di tempo per apporre sulle macchine lindicazione in rosso: «prodotto da consumarsi dopo la bollitura», così come previsto dallordinanza ministeriale del 10 dicembre scorso. Poi saranno i funzionari del servizio veterinario dellAsl e i carabinieri del Nas ad accertare che gli allevatori interessati applichino la norma. Leventuale violazione sarà punita con una multa o, addirittura, con limmediata chiusura del punto vendita.
Nel frattempo ci sembra doveroso chiarire ulteriormente la vicenda legata alla malattia del bambino imputata al consumo di latte crudo. Una malattia che ha visto la sua vita appesa ad un filo per settimane. I proclami o gli slogan, quando si parla di salute non servono. E non aiutano certo a fare chiarezza.
Ripercorriamo dunque le tappe di quellepisodio avvenuto lo scorso anno e che ha visto impegnato, in prima linea, il servizio veterinario dellAsl.
Il bambino di quattro anni, per oltre una settimana, beve latte crudo. Il piccolo comincia a star male. Una coincidenza? Nessuno può saperlo. Mamma e papà lo portano in ospedale e nel giro di pochi giorni le sue condizioni si aggravano al punto che i medici si vedono costretti a trasferirlo in una clinica pediatrica a Padova. Là vengono eseguiti tutti gli accertamenti del caso, al termine dei quali viene inviata una segnalazione allIstituto superiore di sanità. Il sospetto è che il bambino sia stato infettato da Escherichia Coli Verocitossico, in grado di procurare gravissimi danni a livello renale. Il sospetto viene confermato dallente governativo che ritiene il latte come causa molto probabile dellinfenzione. Da qui lallerta al servizio veterinario di Viadana che si mette immediatamente al lavoro. Nel giro di pochi giorni vengono infatti testate tutte le vacche della stalla che forniscono lalimento.
Lesito sul latte è favorevole ma nelle feci di alcuni bovini viene trovato il pericoloso batterio. La sua presenza non significa automaticamnente contaminazione del latte, in quanto lalimento può infettarsi solo se viene a contatto con le feci dellanimale, ma giustifica una serie di precauzioni che il servizio veterinario mette immediatamente in atto.
Il distributore di latte viene temporaneamente chiuso e, allinterno della stalla, viene isolato un pool di vacche sane, circa una ventina, che sono sottopste ad accurati controlli. Il loro latte può essere messo venduto come crudo, quello delle altre pastorizzato. Ma cè da dire unaltra cosa. Non è detto che una vacca, oggi priva del batterio, domani non possa esserne afflitta. Per questo sono necessari assidui controlli che lAsl ha fissato in due volte al mese. Cè infine da dire che dei due distributori presenti nel Viadanese, uno soltanto è rimasto aperto: quello di Viadana. Mentre quello di Pomponesco è stato definitivamente chiuso.