Alitalia, è nata la società di Colaninno


ROMA. Con gli spiccioli mezzo Gotha della finanza italiana ha costituito ieri la Compagnia aerea italiana. Presidente Roberto Colanninno, ad il suo fido Rocco Sabelli. Comprerà Alitalia? I ‘rumor' dicono di si, ma tutto è ancora da scrivere. A cominciare dal nome del partner straniero previsto dal piano approntato da Intesa SanPaolo. Si aspetta intanto la decisione del governo sulle modifiche alla legge Marzano.
L'obiettivo è un commissariamento indolore per la compagnia di via della Magliana e soprattutto di scaricare sull'azionista di maggioranza, il Tesoro, l'enorme rosso dei conti.
A meno di sorprese dal Palazzo, tutto a questo punto potrebbe procedere spedito. La società costituita ieri dovrebbe essere trasformata in società per azioni a brevissimo. Si tratta di consentire ai consigli d'amministrazione delle aziende che hanno aderito di approvare la consistenza dell'investimento. Il primo a essere stato convocato è quello di Atlantia, gruppo Benetton, che dovrebbe impegnare 100 milioni di euro.
I soci fondatori della Compagnia aerea italiana sono sedici, per ora con quote paritarie e simboliche: Colaninno, entrato con Immsi, Benetton, attraverso Atlantia, gruppo Aponte, gruppo Riva, Gruppo Fratini attraverso Fingen, Gruppo Ligresti attraverso Fonsai, fondo Equinoz, fondo Clessidra, Gruppo Toto (AirOne), gruppo Fossati attraverso Findim, gruppo Marcegaglia, gruppo Caltagirone attraverso Acqua Marcia, gruppo Gavio attraverso Argo, Davide Maccagnini attraverso Macca, Marco Tronchetti Provera a titolo personale, Intesa SanPaolo.
La costituzione della società non significa comunque che gli industriali della cordata abbiano già Alitalia in tasca. Il piano di Intesa SanPaolo, di cui si conosce solo l'asprezza della cura dimagrante, deve essere ancora ufficialmente presentato nei suoi dettagli. Soprattutto deve essere discusso con i rappresentanti dei lavoratori, in grande allarme per le voci che fissano a cinque/settemila gli esuberi e sussurrano di una compagnia privata del tutto di una vocazione se non globale almeno internazionale.
Molto gira attorno alla ricerca del partner straniero. Sembrava naturale fosse Lufthansa, già partner di AirOne. Ma la compagnia tedesca, due giorni fa, ha detto che preferisce svilupparsi in Centro Europa e ha ufficializzato le proprie mire su Austrian Airlines. Se non è un «no» ad Alitalia gli somiglia parecchio. Ecco dunque la decisione di Corrado Passera di guardare a Parigi, dove nonostante le ironie del numero uno di Air France Jean Cyril Spinetta, il dossier Alitalia non è mai stato archiviato del tutto.
Giovedi i francesi dovrebbero decidere il che fare e, nel comtempo, palazzo Chigi dovrebbe creare le condizioni giuridiche per l'operazione. Ieri le modifiche alla legge Marzano sono state esaminate dai ministri Giulio Tremonti, Altero Matteoli e Claudio Scajola riuniti dal sottosegretario alla presidenza Gianni Letta. Ne sarebbe uscito un testo che consente di scaricare i debiti di Alitalia in una «bad company» da far fallire. Con evidente perdita per lo Stato, azionista di maggioranza, e per il mercato visto che un certo numero di piccoli azionisti ancora esiste. Su di loro si stanno concentrando le associazioni dei consumatori pronte a promuovere una class action.

Lucia Visca