Nell'Alto Mincio con Franco Turcato: un viaggio nel tempo

Un viaggio nel tempo che fu, alla riscoperta di quei luoghi che magari oggi sono scomparsi, cancellati dal progredire dell'uomo, ma che rimangono impressi nella memoria di chi li ha frequentati. E' quello che propone Franco Turcato con la sua ultima fatica letteraria dal titolo «L'alto Mincio. I paesaggi del suo passato» (R&S editrice).BR Chiaro ciò che l'autore intende descrivere. Attenzione, però: più che con le parole Turcato lo fa con le immagini. Lui, uomo dell'Alto Mincio che ha vissuto e vive ancora a contatto con splendidi scorci paesaggistici disegnati dallo scorrere veloce del fiume appena sceso dai monti, ha scelto 145 fotografie d'epoca, bellissime ed emozionanti, che raccontano il territorio da Peschiera a Goito dai primi del Novecento agli anni'60. Ogni foto è corredata da una didascalia che l'autore, però, ama chiamare «scritto».BR In effetti, scorrendo le pagine è impossibile dargli torto in quanto quelle parole più che descrivere le immagini narrano fatti. Anche di guerra. Come quei testi di Edmondo De Amicis o di Luciano Bianciardi in cui vengono descritte le battaglie risorgimentali combattute in quei luoghi.BR Ci sono, però, anche contributi di Riccardo Bacchelli, quello del Mulino del Po, impressionato da una giornata trascorsa in riva al Mincio. Alta letteratura da gustare leggendo. Turcato, che è stato il primo assessore alla cultura della Lega Nord in Provincia nei primi anni 90 e che in quel partito identitario aveva trovato stimolo per non perdere il legame con la propria terra, è giunto al dodicesimo libro di storia locale; e nell'ultimo ha inserito anche una chicca, come la foto di Corte Sereno di Goito, dove la leggenda vuole che sia nato il poeta Sordello. Un omaggio al conterraneo che definisce «il simbolo della fierezza medievale mantovana» ma che pochi conoscono anche se a lui è dedicata la più grande piazza di Mantova. E val la pena chiudere ricordando ciò che scrive l'autore per dare la chiave di interpretazione del suo lavoro: «Raccogliere e proporre all'uomo di oggi le memorie del passato attraverso documenti fotografici, non è impresa facile. La parola scritta offre spazio all'immaginazione, fermenta la fantasia ma io trovo che ancora più effervescente sia il contatto con le immagini preparate da altre generazioni. Danno l'immediata visione e percezione dell'epoca situata appena alle nostre spalle e al tempo stesso concedono una comparata misure del nostro presente». (Sa.Mor.)BR