San Benedetto Po Due convegni raccontano il Polirone

L'barte, la storia, la cultura, che fanno dell'abbazia di Polirone a San Benedetto Po una delle più insigni emergenze della provincia, sono oggetto di ricerca e divulgazione in due importanti appuntamenti delle celebrazioni millenarie. Stasera, alle 21 nella Sala della Musica nel chiostro di San Simeone, nell'ambito della rassegna proposta dagli Amici del Museo, Giuse Pastore, presidente provinciale di Italia Nostra ed ispettore onorario della Soprintendenza ai Beni artistici e storici di Mantova, curerà una ‘Conversazione su sei tele, pale d'altare, nelle cappelle laterali della basilica di Polirone'. Con l'ausilio di una serie di diapositive, la studiosa illustrerà l'iconografia dei quadri, il contenuto religioso, anche in relazione alla committenza e alle tendenze teologiche del tempo, nonché le dolorose dispersioni. La serata è organizzata in collaborazione con l'associazione Focus e il consorzio Provinciale Tutela Vini Mantovani.BR /b Domani, dalle 9.30, nella Sala della Crocifissione del chiostro dei Secolari, si terrà uinvece una giornata di studi dedicata a La fabbrica millenaria. Il cantiere polironiano fra documentazione e sopravvivenze materiali. Il convegno, promosso dal Politecnico in collaborazione con il Comune, intende presentare le recenti ricerche sugli avvenimenti, talvolta nefasti, che hanno caratterizzato il monastero dopo il 1797, a partire dall'esame della ricca documentazione archivistica e dal confronto con altri dati. Dopo la soppressione del 1797, sono andati distrutti alcuni degli ambienti più rappresentativi del monastero e, gran parte degli spazi interni, in particolare quelli riservati ai monaci, sono stati trasformati, suddivisi o scomparsi. Ciò ha comportato la perdita della quasi totalità delle finiture, talvolta dei veri e propri elementi costruttivi, come soffitti lignei, volte leggere in canniccio e parti lapidee. Per questo, attualmente, gli interni dell'abbazia restituiscono solo per frammenti l'immagine della vita monastica, anche a causa della completa dispersione degli arredi e delle raccolte d'arte un tempo conservate. Nuove ipotesi sulle trasformazioni recenti del complesso hanno preso corpo anche grazie alla disamina della documentazione relativa alle campagne di restauri che hanno interessato, a fasi alterne, il complesso monastico fin dall'inizio del XX secolo. Tale indagine è stata condotta a partire dalla verifica della ricca documentazione giacente nell'archivio della Soprintendenza, del Comune di San Benedetto, dell'archivio Centrale dello Stato di Roma e di quello dell'Impresa Edile Leali, attiva quest'ultima al Polirone dal 1960 fino agli anni Ottanta. Importanti novità, con implicazioni anche sulla storia antica e sull'evoluzione complessiva del monastero, emergono infine dai rilievi, dalle indagini archeometriche e strumentali condotte dal Politecnico. L'attenzione rivolta agli aspetti materici e agli elementi costruttivi aprono nuove prospettive di analisi e nuove riflessioni che coinvolgono non solo gli aspetti di conoscenza ma anche le iniziative per la conservazione e valorizzazione del patrimonio architettonico ed artistico del Polirone. Il convegno prevede al mattino una sessione, presieduta dal professor Alberto Grimoldi, dedicata ai documenti rintracciati nelle fonti archivistiche e negli Uffici di Tutela, con gli interventi di Elena Pradella, Alessandro Alessi, Claudia Bonora, Paola Bassani, Silvia Maretti e di Giancarlo Pavesi, che relazionerà sui restauri strutturali e pittorici nei chiostri di San Benedetto e San Simeone. Nel pomeriggio, con la presidenza dell'architetto Luca Rinaldi, interverranno Davide Del Curto, Juri Badalini, Paola Bassani, Silvia Maretti, Francesca Savoldini, Dario Gallina.BR bOriana Caleffi /b